TLC. Agcom aggiorna norme italiane sulla pubblicità in Tv, Ue archivia il caso

L’Italia ha aggiornato le norme sulla pubblicità televisiva ed ora non vìola più le norme comunitarie. La Commissione Ue ha infatti archiviato la procedura di infrazione avviata a dicembre 2007 nei confronti dell’Italia che aveva violato la direttiva comunitaria Televisione senza frontiere.

La Commissione rimproverava all’Italia quanto segue: le televendite della durata di 3 minuti non rientravano nel calcolo dei limiti orari destinati alla pubblicità e potevano indurre in errore i telespettatori; la legislazione italiana, dunque, non equiparava l’autopromozione delle emittenti televisive alla pubblicità e, le violazioni della normativa pubblicitaria non erano adeguatamente sanzionate.

L’Autorità italiana per le Garanzie nelle Comunicazioni allora ha modificato le norme nazionali sulla pubblicità imponendo una durata minima di 15 minuti per le finestre di programmazione destinate alle televendite. L’Agcom ha così messo fine alla prassi delle emittenti televisive italiane consistente nell’inserire televendite di tre minuti fra i programmi televisivi senza includerli nel calcolo dei limiti orari.

La normativa audiovisiva europea prevede che le finestre destinate alle televendite abbiano una durata minima di 15 minuti in modo che i telespettatori possano rendersi conto che si tratta effettivamente di televendita. Inoltre gli spot di televendita sono stati inclusi nel calcolo dei limiti orari destinati alla pubblicità ed è stato stabilito che le norme europee valgono anche per l’autopromozione (allorché un canale televisivo inserisce annunci di programmi futuri della stessa rete). Per fare un esempio, sinora le emittenti italiane interrompevano la trasmissione di telegiornali per mandare in onda questo tipo di annunci, in contrasto con la normativa dell’Ue.

L’Italia ha spiegato inoltre che i messaggi di autopromozione sono soggetti alle norme pubblicitarie di carattere generale volte a tutelare i minori, e a vietare sia contenuti inappropriati – quali l’incitazione all’odio – che la promozione di sostanze nocive come il tabacco. I messaggi che incitano all’acquisto di prodotti o servizi dell’emittente televisiva (come " premium pay-per-view ") sono considerati a carattere pubblicitario e, in quanto tali, vanno inclusi nel calcolo dei limiti orari dei 12 minuti.

Il 3 settembre 2009 il Consiglio di Stato ha confermato la validità delle modifiche introdotte dall’Agcom. E’ stato, infine, potenziato il meccanismo delle sanzioni in caso di violazione delle norme in materia di pubblicità , conformemente alla normativa Ue. La legge n.101/2008, infatti, oltre a sopprimere l’obbligo di inviare alle emittenti recalcitranti la notifica ufficiale, la cosiddetta diffida, abolisce l’oblazione (ossia la possibilità per le emittenti di pagamento della sanzione in misura ridotta) ed introduce sanzioni pecuniarie più elevate per tali violazioni (da 10.329 euro a 258.228 euro contro l’importo previsto in precedenza, compreso fra 5.165 e 51.646 euro).

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