TLC. Agcom, le reazioni dei Consumatori

Dai Consumatori commenti diversi alla Relazione annuale dell’Agcom: all’apprezzamento si accompagna la richiesta di maggiori poteri sanzionatori, di una banda larga che non sia privilegio di pochi, di determinazione nel settore radiotelevisivo ma anche di riduzione delle pratiche commerciali scorrette.

Apprezzamento per la relazione viene espresso da Federconsumatori e Adusbef che sottolineano "il richiamo necessario ed indispensabile per una tv di qualità, basata sulla trasparenza e sul pluralismo dell’informazione. Anche se, su questa importante questione, avremmo voluto – rilevano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – una maggiore determinazione nella denuncia, in quanto riguarda un diritto fondamentale dei cittadini". Per le associazioni "diventa sempre più urgente, quindi, l’esigenza di una riforma radio-televisiva, anche al fine di superare, una volta per tutte, "l’intromissione politica" in questo delicatissimo settore".

L’Adiconsum sottolinea invece l’universalità della banda larga: "Nel settore della telefonia i consumatori sperano che nel prossimo futuro si riducano tutte quelle pratiche commerciali scorrette degli ultimi anni. Resta il bisogno di una forte Autorità di regolazione soprattutto in questa fase di passaggio al digitale e di rilevanti cambiamenti nel settore delle comunicazioni. Adiconsum in particolare chiede che la banda larga sia assicurata a tutti i cittadini e non sia un privilegio riservato solo ad alcune aree ad alta redditività. La banda larga va considerata come il nuovo servizio universale, indispensabile, per il business, per lo studio, per l’accesso ai vari servizi".

La larga banda è al centro dell’attenzione dell’Unione Nazionale Consumatori. "La larga banda in Italia è una necessità, soprattutto per la pubblica amministrazione che deve informatizzarsi adeguatamente per offrire ai cittadini servizi degni di un paese realmente civile secondo il progetto preannunciato dal ministro Brunetta – ha detto Massimiliano Dona, segretario generale UNC – L’Italia non può restare immobile ed aspettare che i venti della recessione si plachino: deve scuotersi ed avviare un radicale processo di ammodernamento per essere in grado di competere con gli altri paesi industrializzati".

Di diverso tenore la posizione dell’Aduc che, ricordando i problemi del settore, commenta: "Questa è la giungla delle comunicazioni italiane. E temiamo rimanga tale nonostante l’avvento del digitale terrestre, il sempre maggiore peso di Sky (che in questi giorni sta aumentando il costo dei pacchetti), il calo della quota di mercato di Telecom Italia nella telefonia fissa e nonostante gli investimenti promessi dal Governo per stimolare la diffusione della banda larga. In questo quadro – afferma l’Aduc in una nota – l’opera dell’Agcom sembra di retroguardia, nel senso che oggi risolve i problemi di ieri (o tenta di metterci un tampone). Ma allora cosa serve un’Autorità (pseudo) indipendente? Conviene cambiare o chiudere!". Per l’associazione, l’Agcom dovrebbe dunque chiedere al Governo "di decuplicare le sanzioni comminabili a tv e gestori telefonici che non rispettano le normative" e di portare avanti "la privatizzazione della tv di Stato".

Il Movimento Difesa del Cittadino sottolinea la necessità di inasprire le sanzioni. "Siamo consapevoli che l’Autorità ha fatto molto nell’ultimo anno. Purtroppo, però, gli importi delle sanzioni sono risibili, se commisurate alle truffe perpetrate e ai bilanci dei grandi operatori di TLC, unitamente a una magistratura amministrativa troppo poco sensibile alle necessità e alle ingiustizie subite da milioni di utenti italiani – afferma Francesco Luongo, responsabile del Dipartimento Nuove Tecnologie e Servizi a rete di MDC – Per il 2009 sarà essenziale procedere nell’opera di vigilanza e repressione degli abusi sul fronte dei servizi non richiesti, nonché della number portability e potenziare la trasparenza delle offerte dando il via a motori di ricerca delle tariffe certificati su cui la nostra associazione di consumatori ha espresso un giudizio più che positivo in sede di consultazione".

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