TLC. Agcom: ok al pin per cambio di rete fissa. Il parere dell’avv. Pierani (Altroconsumo)

L’Agcom ha dato il via libera al pin per il cambio di operatore di rete fissa. La Commissione Infrastrutture e Reti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato dunque l’introduzione del codice segreto necessario per avviare il trasferimento dal vecchio al nuovo operatore telefonico di rete fissa, come previsto dalla delibera dell’Autorità 41/09/CIR. In sostanza il provvedimento dispone l’obbligo per gli operatori di consegnare un codice segreto ai propri clienti, allo scopo di verificare l’effettiva volontà del cliente di cambiare gestore.

"Il codice – precisa l’Agcom in un comunicato – dovrà quindi essere inviato dal nuovo operatore a quello di partenza il quale, accertatane la correttezza, darà il via libera al trasferimento di utenza. I clienti degli operatori concorrenti di Telecom avranno così un nuovo codice di migrazione che conterrà al suo interno il codice segreto, mente i clienti di Telecom Italia riceveranno un codice segreto che verrà loro fornito in fattura (o via call center o web). Con questo provvedimento – conclude l’Autorità – sarà garantita a tutti i clienti una protezione più efficace contro le frodi. L’Autorità vigilerà che gli operatori, nessuno escluso, utilizzino il codice segreto solo per gli scopi per cui è stato previsto e in ogni caso non per trattenere i clienti contro la loro volontà".

Vani, dunque, sono risultati i tentativi di opposizione al provvedimento da parte delle Associazioni dei consumatori. Prima Altroconsumo, poi Adiconsum, infatti, avevano inviato all’Agcom lettere con richiesta "di valutare altre soluzioni per verificare l’effettiva volontà da parte dell’utente di cambiare operatore".

Altroconsumo avanzava la preoccupazione che "soprattutto i gestori che detengono le maggiori quote di mercato avrebbero potuto trovare escamotage e pratiche per ritardare e ostacolare la comunicazione del pin all’utente, in modo da rendere più difficoltoso il passaggio alla concorrenza".

Anche secondo Adiconsum "l’introduzione di un codice segreto, così come previsto nella delibera, avrebbe potuto offrire all’azienda cedente uno strumento per prolungare i tempi del cambio di operatore, recando un danno al consumatore e bloccando di fatto il mercato della telefonia fissa". Adiconsum chiedeva che ciò fosse impedito ricordando "che il mercato della telefonia fissa in Italia vede ancora la presenza di un monopolista che possiede l’80% del mercato".

Le Associazioni dei consumatori chiedevano quindi di discutere insieme alle aziende di tlc sulle modalità di generazione di tale codice.

"L’Autorità non ha voluto tener conto di queste istanze – ha dichiarato ad Help Consumatori l’avvocato Marco Pierani di Altroconsumo – noi abbiamo presentato le nostre criticità e ci aspettavamo di essere interpellati almeno sulle modalità di creazione di questo codice segreto. L’Agcom, invece, va avanti per la sua strada e noi continuiamo a non essere d’accordo perché il pin potrebbe essere comunicato all’utente in ritardo, oppure potrebbe essere scritto in modo indecifrabile o il consumatore potrebbe non avere la bolletta a portata di mano al momento della richiesta del cambio. Insomma tutto questo ostacola il diritto di portabilità".

di Antonella Giordano

 

 

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