TLC. Attacco hacker a Playstation Network, mobilitate Adiconsum e UNC

Il furto dei dati personali dei 77 milioni di persone registrate alla piattaforma Playstation Network, opera di intrusioni illegali nei giorni scorsi, preoccupa i Consumatori. Si stima che in Italia le persone a rischio di furto d’identità siano circa un milione e mezzo. Di fronte a questo dato, Adiconsum chiede l’apertura urgente di un tavolo con il Garante della privacy e Sony Italia e l’Unione Nazionale Consumatori si è attivata per studiare una eventuale class action risarcitoria..

Commenta il segretario generale vicario Adiconsum Pietro Giordano: "Quanto accaduto è gravissimo e dimostra che ancora molto occorre fare per tutelare il consumatore digitale. Il network della Playstation3 PSP, infatti, non serve solo per giocare online, ma permette l’acquisto di prodotti multimediali utilizzando l’e-commerce. Adiconsum chiede al Garante della privacy – prosegue Giordano – di convocare un tavolo con le Associazioni Consumatori, per verificare se sono state rispettate tutte le normative sulla tutela dei dati personali, in particolare ai sistemi adoperati per salvaguardare i dati relativi alle carte di credito utilizzate, e a Sony Italia un incontro urgente per concordare le azioni da intraprendere in difesa dei consumatori per il danno subito e le forme di sicurezza da attuare per la riapertura del network".

Il furto dei dati contro la Sony è "un attacco informatico che mette seriamente a repentaglio i dati sensibili degli utenti", commenta Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori. "La Sony – prosegue Dona – ha bloccato il servizio il 20 aprile, assicurando di aver predisposto tutte le necessarie contromisure volte a risalire ai responsabili. Ad ogni modo, consigliamo a tutti consumatori coinvolti di cambiare la password del proprio account utilizzato per la registrazione e di far sospendere dalla banca il pagamento verso Sony di qualunque importo fino alla soluzione del problema".

"Per quanto riguarda poi – prosegue Dona – il furto dei dati riguardanti in particolar modo gli indirizzi di posta elettronica, raccomandiamo di prestare maggiore attenzione agli eventuali casi di phishing (email attraverso le quali i truffatori richiedono i dati per accedere al conto corrente online) e di truffe per telefono o posta ordinaria". L’Unione Nazionale Consumatori si è attivata per segnalare il caso all’Autorità Garante della Privacy, nonché per studiare una class action risarcitoria della lesione dei diritti dei soggetti interessati.

 

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