TLC. Attacco hacker contro Sony, UNC: “Risarcire i consumatori coinvolti”

Nell’arco di pochi giorni Sony ha subito due grossi attacchi che hanno messo in pericolo la sorte dei dati personali dei suoi utenti: dopo l’attacco al Playstation Network c’è stato quello al Sony Online Entertainment (SOE), il sistema per giocare online tramite il pc: circa 25 milioni di utenti sarebbero coinvolti, dei quali 10 milioni di europei.

Il Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), Massimiliano Dona ribadisce che "Sony deve garantire maggiore sicurezza ai consumatori". "Dopo il primo furto di dati personali operato nei giorni scorsi da alcuni hacker a danno di circa 77 milioni di utilizzatori dei servizi di Playstation Network e Qriocity – denuncia Dona – l’azienda aveva assicurato di aver predisposto tutte le necessarie contromisure volte a risalire ai responsabili e ad elevare gli standard di sicurezza. Evidentemente, però, si era sottovalutato l’accaduto". "Ci auguriamo dunque – conclude l’avvocato Dona – che Sony sia in grado di scongiurare futuri attacchi aumentando il livello di sicurezza per i propri utenti. Inoltre, dato il perdurare della situazione di pericolosità, sarebbe opportuno che la società si facesse carico di risarcire i consumatori coinvolti". L’UNC si è già attivata per segnalare il caso all’Autorità Garante della Privacy, nonché per studiare una class-action risarcitoria della lesione dei diritti dei soggetti interessati.

Intanto ieri il vicepresidente della Commissione Europea Viviane Reding, intervenendo a una Conferenza a Bruxelles sul tema delle sfide per la privacy legate alle moderne tecnologie di comunicazione, ha detto che questi casi hanno fortemente indebolito la fiducia dei consumatori nelle nuove tecnologie. Reding ha parlato dell’esigenza di coniugare la libera circolazione dei dati e una maggiore trasparenza sul trattamento di questi dati da parte delle società che li hanno in custodia nei loro server. La vicepresidente ha ricordato che questi server sono spesso ubicati al di fuori della Ue ed è molto facile entrarci, come hanno dimostrato i caso di Sony e degli smartphone "spioni. "La fiducia dei consumatori – ha detto Viviane Reding – deve ora essere restaurata attraverso una buona legislazione, autorità indipendenti di protezione dei dati e una politica di responsabilità per le società che – come stabilito dall’art 17 della direttiva Ue sulla protezione dei dati – devono prendere le necessarie misure tecniche e organizzative per garantire la protezione contro la perdita dei dati e gli accessi ingiustificati".

Comments are closed.