TLC. Aumento canone Rai, Consumatori contro

L’aumento del canone Rai a 109 euro per il 2010 solleva le proteste dei Consumatori. Che non ci stanno, specialmente di fronte alla serie di disagi legati al passaggio al digitale terrestre, che ha costretto gli utenti ad acquistare i decoder e ad affrontare ulteriori spese, nonché i problemi legati alla ricezione e alla risintonizzazione dei canali. Protesta l’Unione Nazionale Consumatori: "Soltanto il cinismo può indurre ad aumentare il canone Rai, l’unica tariffa che non è mai diminuita, quando centinaia di migliaia di utenti disagiati non possono ricevere i segnali televisivi perché non hanno potuto comprare il decoder".

L’associazione sottolinea che i possessori dei televisori senza decoder dovranno continuare a pagare il canone anche se gli apparecchi sono inutilizzabili. "Ciò a causa di un regio decreto di re Emanuele III del 1938 che ha stabilito l’obbligo del pagamento anche se l’apparecchio è inutilizzabile e perfino se si trova in una zona ove, per colpa della Rai, non si ricevono i suoi canali", dichiara Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori. L’unico modo per non pagare è dunque "buttare o regalare il televisore entro il 31 dicembre certificando il tutto con una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà".

Proteste anche dall’Adoc, che stima una spesa complessiva per le famiglie di oltre 1700 milioni di euro, parla di una tassa "obsoleta" e chiede la riduzione del 30% sulla spesa del canone Rai per il 2010 proprio come compensazione del passaggio al digitale terrestre. "Una tassa obsoleta che va ad appesantire il bilancio familiare in un tempo di crisi profonda e in un anno in cui ci sono stati i disagi legati al digitale terrestre – dichiara Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – Abbiamo chiesto che il canone Rai del 2010 venga ridotto del 30%, a titolo di parziale compensazione per i cittadini che hanno subito i disagi del passaggio al digitale terrestre per recuperare quantomeno i costi per l’acquisto di un decoder base, dato che lo sconto sulla bolletta ammonterebbe a poco più di 30 euro, l’equivalente del prezzo di un decoder zapper. Chiediamo, inoltre, che venga apposto un bollino sui programmi finanziati con il canone, un’operazione di trasparenza e correttezza verso gli utenti, che devono essere messi a conoscenza della destinazione dei loro soldi. Infine abbiamo chiesto che le Associazioni dei consumatori tornino a far parte del segretariato sociale, come era previsto dal contratto Rai fino a sei anni fa".

Interviene anche l’Adiconsum, per il quale si tratta di un aumento che indebolisce il servizio pubblico. "Perché il viceministro Romani ha preferito chiedere più soldi agli utenti aumentando il canone invece di varare provvedimenti contro coloro che non lo pagano?", chiede il segretario generale dell’associazione Paolo Landi. Adiconsum sottolinea che la qualità del servizio Rai è peggiorata, che chi non vede il digitale terrestre sarà costretto ad acquistare il decoder per vedere TivùSat e che "il canone Rai è la tassa più evasa nel nostro Paese". L’associazione "chiede quindi al Governo di cancellare l’aumento del canone e di attivare invece azioni nei confronti di chi evade il canone" e ripropone, come sostenuto anche dal Consiglio Nazionale Utenti (CNU) presso l’Agcom, "l’urgenza di un qualitel sui programmi trasmessi e soprattutto di conoscere quali sono i programmi di servizio pubblico finanziati dal canone e quali no, poiché ritiene che molti siano i programmi commerciali finanziati dal canone".

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