TLC. Aumento tariffe unbundling, Adoc apprezza intervento dell’Europa

L’Adoc apprezza l’intervento della Commissione Europea che ha invitato l’Agcom a rivedere l’aumento del canone di unbundling (quello pagato dagli operatori alternativi a Telecom per usare la sua rete) che, secondo quanto stabilito dall’Autorità dovrebbe passare da 8,49 a 8,70 euro al mese. "Siamo fortemente contrari alla decisione dell’Agcom di aumentare il canone di affitto della rete Telecom agli operatori alternativi, che arriverà a costare il 3,8% in più della media europea – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – per questo accogliamo positivamente l’intervento della Commissione Europea, che ha invitato l’Agcom a rivedere le sue posizioni".

"Quanto deciso dall’Autorità è un passo indietro nello sviluppo dell’infrastruttura di rete, è un ritorno al medioevo tecnologico. Il miglioramento e l’adeguamento delle infrastrutture promosso da Telecom in occasione dell’aumento del proprio canone telefonico non si è mai verificato. Non si può pretendere che altri operatori paghino ancora di più per l’affitto di una rete sempre più obsoleta e insostenibile. Agendo in questo modo – aggiunge Pileri – il sistema concorrenziale è destinato a crollare, il mercato smette di essere libero e a farne le spese sarà sempre il consumatore finale, che continuerà a subire aumenti sulle bollette senza alcun ritorno in servizi".

Per questo l’Adoc chiede un intervento dell’Antitrust per una possibile violazione della concorrenza, dato che si ipotizza un vantaggio per il gestore che possiede le reti. "Come Adoc, inoltre, sono dieci anni che chiediamo, anche all’Agcom, l’affidamento della rete ad un soggetto pubblico che non sia anche gestore telefonico. Solo così – conclude Pileri – sarà possibile eliminare il conflitto d’interessi nella gestione della rete fissa. Sempre all’Agcom chiediamo che vengano consultate le Associazioni dei consumatori in merito alla discussione e determinazione delle tariffe unbundling".

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