TLC. Banda larga: servizi on-line per tutti i toscani, via libera dell’Ue

Venti milioni di investimenti da qui al 2010, tra risorse della Regione Toscana, delle amministrazioni provinciali e dell’Unione europea; un intervento che consentirà di portare la banda larga per la connessione a Internet anche in territori montani e rurali e in piccoli comuni finora tagliati fuori da queste tecnologie; circa 400 mila abitanti e 30 mila imprese che, grazie alla diffusione di queste infrastrutture potranno finalmente accedere a tutti i servizi che in questi anni si sono sviluppati in rete, dall’e-government al e-business, dall’e-commerce all’e-learning e all’e-health.

Tutto questo è oggi reso possibile dalla decisione con cui la Commissione europea ha ritenuto il progetto della Regione Toscana sulla diffusione della banda larga compatibile con il Trattato dell’Unione riconoscendo la capacità di raggiungere obiettivi "autentici di coesione e sviluppo economico". "La Toscana – commenta il vicepresidente Federico Gelli, che nel governo regionale ha anche la delega ai sistemi informativi e all’amministrazione elettronica – è stata la prima regione italiana ad aver notificato un intervento di questo tipo e di questa ampiezza e complessità alla Commissione europea e ora è anche la prima ad aver ottenuto il via libera comunitario sugli obiettivi e sulle procedure adottate.

L’Europa, insomma, ha riconosciuto che il nostro intervento non altera la concorrenza del mercato, ma piuttosto rappresenta un passaggio di grande importanza nella battaglia contro il cosiddetto "digital divide" cioè contro il divario nell’uso e nelle capacità di uso delle nuove tecnologie, una differenza che rischia di pesare sempre di più sull’effettiva cittadinanza di molte persone oltre che sulla compettività dei nostri territori". In questo senso la Commissione riconosce nella sua decisione che il programma toscano "pone rimedio a uno svantaggio geografico ed economico ed è obiettivamente giustificato al fine di ovviare all’assenza di disponibilità di servizi in banda larga".

La banda larga, ricordiamo, permette il trasferimento di dati a una velocità assolutamente più alta rispetto al tradizionale modem telefonico: solo per fare un esempio con la connessione veloce un filmato di un minuto si scarica in dieci secondi, contro i 9 minuti che occorre attendere con un vecchio modem (senza dimenticare che le immagini della nuova tecnologia sono ad alta definizione, più nitide e molto vicine allo standard televisivo). Attualmente però sono ancora 110 i comuni toscani non serviti da banda larga, ai quali vanno aggiunte diverse aree marginali di comuni parzialmente serviti.

"Un divario che non possiamo più accettare – sottolinea Gelli – Internet ha senz’altro creato nuove possibilità di espressione e nuove opportunità economiche, ma al tempo stesso ha prodotto nuove forme di esclusione e addirittura di limitazione dei diritti, ed è per questo che le istituzioni pubbliche devono intervenire per rimuovere tutti gli ostacoli all’effettiva parità dei diritti e delle opportunità. E questo intervenendo anche sulle infrastrutture tecnologiche e, se necessario, sulle condizioni di mercato che potranno consentire il loro sviluppo, con la consapevolezza di promuovere un percorso fondamentale per la competitività dei vari territori".

Il programma a cui l’Unione europea ha dato il via libera si articolerà in due fasi. Entro il 2007 verranno potenziate e diffuse le infrastrutture in banda larga in modo da assicurare i servizi di connettività ad almeno il 50 per cento della popolazione e delle imprese che oggi ne sono privi, entro il 2010 saranno coperte anche le rimanenti aree non servite, raggiungendo così una delle priorità che il governo regionale si è posto, l’eliminazione del divario tra le zone a forte urbanizzazione e le aree più marginali.

Le linee di questo progetto erano state discusse e approvate in giunta lo scorso gennaio, dopo un’indagine effettuata su 8 operatori delle telecomunicazioni operanti in Toscana per acquisire informazioni sulle difficoltà di piani di investimento in aree marginali in cui, in assenza di azione pubblica, è difficile prevedere che i contratti di servizio siano in grado di pareggiare le spese di investimento o addirittura solo le spese di gestione. Ora il riconoscimento comunitario consentirà di avviare la fase di concertazione con le province, al fine di individuare le aree obiettivo su cui promuovere o realizzare l’intervento, utilizzando le tecnologie cablate e wireless che il mercato delle comunicazioni rende disponibili. I beneficiari degli aiuti saranno selezionati tramite gare pubbliche. I finanziamenti saranno erogati successivamente al collaudo positivo del livello dei servizi messi a disposizione di cittadini e imprese.

 

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