TLC. Beuc: “La regolamentazione sul roaming ha aumentato la trasparenza”

Qual è la prospettiva dei consumatori sui servizi di roaming nell’Unione Europea? Se n’è parlato durante il workshop dei regolatori che si è tenuto a Bruxelles il 24 marzo scorso e il Beuc, l’Associazione europea dei consumatori, ha pubblicato un documento in merito. Dunque il primo dato significativo è che la regolamentazione ha prodotto risultati considerevoli in termini di trasparenza. Ma restano ancora alcune sfide: ai consumatori che navigano in internet con i PC non sempre vengono inviate le informazioni.

I reclami, purtroppo, non sono spariti: si lamentano ancora bollette shock e mancanza di informazione. E si verificano, inoltre, casi di roaming involontario, che si attiva attraverso processi automatici. Le tariffe nazionali, poi, sia per le chiamate sia per gli SMS, sono più alte di quelle in roaming: ad esempio, chi chiama dal Belgio all’Italia da 0,65 a 1,20 euro secondo i prezzi nazionali, da 0,45 a 0,52 euro con le tariffe in roaming.

La conclusione del workshop è stata, in breve, questa: la regolamentazione sul roaming ha messo in evidenza i limiti nella concorrenza di questo mercato, in alcuni paesi in particolare; il regolamento roaming per chi naviga in internet non ha prodotto un calo dei prezzi generale. Ma, la regolamentazione ha migliorato di molto la trasparenza del settore e non può essere eliminata.

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