TLC. Bruxelles interviene sulle tariffe delle chiamate mobili. UNC: “Decisione esemplare”

Le tariffe telefoniche di terminazione, cioè quelle all’ingrosso addebitate da un operatore per connettere le chiamate provenienti da un altro operatore e pagate nella fattura telefonica da tutti gli utenti, devono basarsi esclusivamente sui costi reali sostenuti da un operatore efficiente per effettuare la connessione.

E’ quanto ha definito oggi la Commissione Ue, definendo, in una raccomandazione, gli orientamenti per i regolatori europei delle tlc. Eliminando le distorsioni di prezzo tra gli operatori telefonici in tutta l’Unione europea ci sarà un abbassamento dei costi delle chiamate vocali nazionali e tra gli Stati membri.

Questo si tradurrà in un risparmio alle imprese e alle famiglie di almeno 2 miliardi di euro dal 2009 al 2012. E questi soldi potranno essere investiti nell’innovazione dell’intero settore delle telecomunicazioni.

Nel 2008 le tariffe di terminazione delle chiamate mobili hanno presentato forti variazioni nell’Ue: da 2 centesimi di euro al minuto (a Cipro) a 15 centesimi al minuto (in Bulgaria). Le tariffe di terminazione delle chiamate mobili (in media 8,55 centesimi di euro al minuto) sono in generale 10 volte più alte delle tariffe di terminazione delle chiamate fisse (vanno, in media, da 57 a 113 centesimi al minuto).

Queste distorsioni rendono difficile ai piccoli operatori di telefonia mobile la competizione con i grandi operatori, con effetti negativi sul mercato unico e sulla concorrenza in Europa.

"Nonostante gli sforzi compiuti da alcuni regolatori nazionali – ha dichiarato Viviane Reding, Commissaria Ue alle Tlc – per avvicinare le tariffe di terminazione di chiamata ai costi reali, nell’Unione europea i loro livelli sono molto diversi, con enormi differenze tra tariffe di terminazione delle chiamate fisse e delle chiamate mobili. Ciò è in contrasto con la crescente convergenza tra telefonia fissa e mobile e può provocare gravi distorsioni di concorrenza tra gli Stati membri e gli operatori" .

"Ridurre del 70% rispetto ad oggi le tariffe di terminazione sia fissa che mobile – ha detto Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori – è una necessità fondamentale per armonizzare i criteri di calcolo dei costi tra i vari Paesi europei e renderli trasparenti". "Ora – ha concluso Dona – un utente che con il cellulare chiama utenze fisse o mobili di operatori diversi dal proprio paga costi elevati che non hanno alcuna giustificazione".

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