TLC. CESE: “Ok al pacchetto Ue sul mercato unico delle tlc, ma più tutela per i consumatori”

Parere favorevole espresso dal Comitato Economico e Sociale (CESE), durante un recente incontro di alto livello, in merito al "pacchetto di riforme delle telecomunicazioni" proposto dalla Commissione Ue, che tende a creare uno spazio unico dell’informazione. Secondo Janos Toth, presidente della sezione specializzata Trasporti, energia, infrastrutture, società dell’informazione (TEN) del CESE, il mercato unico comunitario pur essendo aperto e competitivo tutela gli interessi dei cittadini europei.

C’è, però, ancora la necessità "di migliorare la coerenza legislativa, rafforzare la tutela dei diritti e della vita privata dei consumatori, e introdurre misure vincolanti nel servizio universale per gli utenti con disabilità", come ha sottolineato il relatore del CESE Bernardo Hernández Bataller. Oltre a "potenziare il finanziamento pubblico, soprattutto quello proveniente dagli enti locali, e lo sviluppo di reti di nuova generazione, l’Ue deve semplificare le procedure amministrative per ridurre i costi e accrescere la flessibilità nella gestione dello spettro".

Thomas McDonogh, membro del gruppo di studio che ha contribuito alla redazione del parere del CESE ha ribadito che "il CESE approva l’obiettivo della Commissione di aumentare l’apertura dei mercati delle telecomunicazioni alla concorrenza e di dare impulso agli investimenti nelle reti ad alta velocità, con l’obiettivo di assicurare in misura maggiore l’Internet del futuro e una gestione ottimale dello spettro nel mercato interno", sottolineando che "si tratta di un interesse comune ai consumatori e alle imprese, che hanno bisogno di accedere alle reti ed ai servizi di telecomunicazione di elevata qualità tecnica". Da non tralasciare sono, comunque, le "questioni che riguardano l’applicazione efficace e trasparente dei criteri di libera concorrenza tra operatori e prestatori di servizi sul mercato paneuropeo e alcuni aspetti importanti dei diritti degli utenti".

Il presidente del gruppo di studio Edgardo Iozia si è rammaricato del fatto che "le disposizioni relative al meccanismo di consultazione sul servizio universale negli Stati membri a tutela degli interessi dei consumatori non facciano espressamente riferimento al ruolo della società civile organizzata in materia di partecipazione al processo d’adozione da parte degli organi sovranazionali competenti nell’UE".

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