TLC. Calabrò in audizione alla Camera: “Disservizi sono una patologia in fase acuta”

Le inefficienze e i disservizi nel settore della telefonia fissa sono "una patologia oggi in fase ancora acuta". Lo denuncia il presidente dell’Autorità per le tlc, Corrado Calabrò, che in un’audizione alla Camera afferma come sia "difficile da sradicare nel malcostume di certe pratiche commerciali un modello di concorrenza che a volte non rifugge da colpi bassi, da artifizi atti a carpire la buona fede dei consumatori, da clausole capestro ad attivazione e fatturazione di servizi non richiesti". Patologie che "l’Autorità sta affrontando e che intende risolvere, o quanto meno ridimensionare entro un limite di guardia".

I disservizi segnalati sono opera, principalmente, di Telecom Italia (1835) seguite da Tim (579), Tele 2 (473), Wind fisso (322), Tiscali (123), Fastweb (99), H3G (79), Vodafone (77).

L’attivazione dei servizi non richiesti è la problematica più sentita dai consumatori nel settore delle tlc. Sono, infatti, oltre 6mila le denunce analizzate durante lo scorso anno. Calabrò ha affermato che negli ultimi otto mesi l’Autorità ha analizzato e verificato 3.855 segnalazioni di consumatori (6mila l’anno), anche se le richieste sono molte di più, nell’ordine di diverse migliaia al mese. Nello stesso periodo di riferimento l’Autorità ha adottato 73 provvedimenti, per un totale di 150 casi di violazioni accertate per un valore complessivo delle sanzioni irrogate in sede di ordinanza-ingiunzione di oltre 1.500.000 euro, mentre la somma dei versamenti relativi alle ordinanze di archiviazione per oblazione ammonta a oltre 2.200.000 euro.

Servizi non richiesti al top, ma anche carenze rete. Oltre il 50% delle denunce pervenute in Autorità riguarda questo tema, ma il fenomeno appare in diminuzione dopo l’introduzione del regolamento entrato in vigore il 26 gennaio che "conferisce maggiore trasparenza e certezza giuridica per la conclusione di contratti a distanza". Aumentano, invece, i problemi di ordine tecnico, visto che "il ridimensionamento degli investimenti nella rete tradizionale di tlc sta provocando un incremento dei malfunzionamenti".

Per servizi a sovrapprezzo bolletta differenziata. Si tratta di quei numeri (144, 166, 892 eccetera) che contribuiscono a gonfiare la bolletta a fine mese. L’Autorità ha avviato un procedimento con l’obiettivo di adottare una forma di fatturazione completamente separata fra telefonia di base e servizi a sovrapprezzo, nonchè di definire una disciplina organica del blocco selettivo di chiamata.

Occhio a qualità servizi. L’attenzione è puntata soprattutto sulla qualità dei servizi per l’accesso a Internet da postazione fissa, per i quali sono stati avviati i lavori per definire un sistema di misurazione della banda effettivamente offerta dagli operatori e dei ritardi di trasmissione. Inoltre presto sarà possibile avere un’unica bolletta anche se si è scelto un operatore alternativo non in unbundling, grazie all’introduzione del canone all’ingrosso.

Call center, orari da rispettare. L’obiettivo è di raggiungere un accordo fra gestori, consumatori e aziende, per cui le chiamate agli utenti dovranno essere effettuate in «un orario di rispetto», inoltre dovrà essere assicurata «la rispondenza a regole stringenti sulla gestione del servizio con particolare attenzione al rispetto del cliente e della trasparenza della proposta formulata».

Cambio operatore, tempi più rapidi. In Italia sono circa 2 milioni i clienti che hanno chiesto di cambiare gestore, ma i problemi persistono in particolare su procedure e tempi. Nei prossimi mesi entreranno in vigore nuove procedure per facilitare le operazioni.

Trasparenza tariffe, verso navigatore. Calabrò ha confermato la realizzazione, fra sei mesi, di una sorta di ‘navigatorè che consentirà all’utente di valutare meglio la convenienza economica delle nuove offerte propostegli dal medesimo operatore e l’accreditamento di motori di calcolo indipendenti per un confronto tra le offerte.

Prezzi scesi dell’1,2% nel 2006. Positivo, invece, è l’andamento dei prezzi dei servizi di telefonia, che nel 2006 sono scesi dell’1,2%, contro un aumento dell’inflazione del 2,1%.

 

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