TLC. Calderoni nuovo capo ufficio stampa Agcom (dopo tre anni di bando)

Dopo tre anni di rinvii, cambi di commissari esaminatori, esposti e ricorsi, finalmente l’Agcom ha un nuovo capo ufficio stampa. E’ Mario Cesare Calderoni, uscito vincitore di un concorso tra i più lunghi che si siano mai tenuti in una Autorità di regolamentazione. Calderoni, laureato in Economia alla Bocconi di Milano, è giornalista professionista dal 1983: ha lavorato inizialmente come redattore nei settimanali ‘Mondo Economico’ e ‘Panorama’ poi, fino al 2003, inviato de ‘Il Sole-24 Ore’. Dalla fusione con Capitalia, dove aveva la responsabilità dell’Ufficio Relazione con i Media, ha ricoperto il ruolo di responsabile della struttura Media Relations Italy del Gruppo UniCredit.

Il concorso era stato bandito addirittura nell’estate 2006, a fine luglio con scadenza il 24 agosto.
Già questa collocazione temporale suscita reazioni: il battagliero settimanale on line Iustitia (www.iustitia.it) diretto da Nello Cozzolino e il sen. Raffaele Tecce di Rifondazione comunista inviano un esposto all’Agcom e ai presidenti di Camera e Senato per segnalare l’inopportunità di un bando in agosto per "un incarico di grande responsabilità, di notevole prestigio e di adeguata remunerazione", chiedendo la riapertura dei termini per le candidature.

Calabrò e i commissari ci ripensano e riaprono il bando con scadenza a novembre 2006. Ma non è finita. Anche la nomina della Commissione esaminatrice è travagliata. Composta in un primo tempo dal Segretario dell’Agcom Roberto Viola, dall’ex direttore dell’Ansa Pierlugi Magnaschi e dal Preside della Facoltà di Comunicazione della Sapienza di Roma, prof. Mario Morcellini, la Commissione deve essere cambiata perché Magnaschi viene "contestato" formalmente da un candidato, suo ex dipendente. Passa così più di un anno, perché viene prima designato il prestigioso ma ultraottantenne Antonio Ghirelli, che rifiuta, poi viene nominato Vittorio Roidi, ex Messaggero. Finalmente si arriva alla valutazione dei titoli e agli esami orali, da cui esce vincitore Calderoni. Sempre che non ci siano altri ricorsi.

 

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