TLC. Canone Rai, fa discutere la proposta Romani

"Il canone Rai andrebbe abolito, è un’imposta ingiusta e obsoleta, che non garantisce un servizio universale ma serve solo a finanziare le casse della televisione pubblica". Così Carlo Pileri, presidente Adoc, commenta quanto sostenuto dal ministro Paolo Romani nel corso di un’intervista ad un quotidiano. Secondo il Ministro, "a tutti i titolari di un contratto di fornitura di elettricità, siano essi famiglie o pubblici esercizi o professionisti, verrà chiesto di pagare il canone, perché, ragionevolmente, se uno ha l’elettricità ha anche l’apparecchio tv. Chi non ha la televisione dovrà dimostrarlo e solo in quel caso non pagherà". La riforma – aggiunge il ministro – sarà presentata o col decreto milleproroghe o comunque entro l’anno e servirà ad azzerare la grande evasione.

"Lo stesso Presidente del Consiglio Berlusconi nell’ottobre del 2009 dichiarò di non biasimare chi non avrebbe pagato il canone, che nel 2010 è costato alle famiglie oltre 1.700 milioni di euro, 25 milioni di euro in più del 2009. La Rai, inoltre, riceve entrate ulteriori mediante il televoto, alla pari delle tv commerciali, e la pubblicità, per cui non vediamo la necessità di far pagare agli italiani un servizio, peraltro, che ha provocato gravi disagi e costi alle famiglie con il passaggio al digitale terrestre. Tanto che chiedemmo, inascoltati, che chi pagava il canone avesse il decoder digitale gratuito. Ma neanche questo c’è stato. Infine, confermiamo la richiesta che venga apposto un bollino sui programmi finanziati con il canone, un’operazione di trasparenza e correttezza verso gli utenti, che devono essere messi a conoscenza della destinazione dei loro soldi e che è sostenuta da molti operatori, attori e conduttori della Rai" conclude Pileri che aggiunge: "Non comprendiamo su quale base si regga l’assunto del Ministro Romani, secondo cui chi ha l’elettricità ha necessariamente una televisione, con l’onere della prova a carico del consumatore".

Comments are closed.