TLC. Cittadinanzattiva: niente sms solidale se difendi i consumatori

Niente sms solidale per attività di difesa dei consumatori. I principali operatori della telefonia italiana, sulla base di un accordo interno fra aziende, hanno deciso di negare la possibilità di sms solidali alle associazioni dei consumatori italiane. Lo denuncia Cittadinanzattiva, che chiede l’intervento dell’Antitrust e dell’Autorità di Garanzia per le comunicazioni.

Cittadinanzattiva ha scoperto la vicenda in questi giorni quando, per sostenere le attività gratuite di tutela dei cittadini in ambito sanitario attraverso il Tribunale per i diritti del malato, sta realizzando, dal 6 al 12 dicembre, una settimana di raccolta fondi sui canali della Rai, con il sostegno del Segretariato sociale. E oggi ha inviato formale richiesta di intervento alle Authority.
In particolare, Cittadinanzattiva "ritiene altamente discriminatorio – si legge in una nota – l’accordo tra gli Operatori che di fatto esclude le Associazioni dei consumatori dall’accesso a questa modalità di raccolta fondi, finalizzata ad un progetto specifico come richiesto dalla normativa vigente. Inoltre, tutte le Associazioni di consumatori sono messe sullo stesso piano ed addirittura equiparate a partiti politici; anziché valutare nel merito i progetti si determina una esclusione a priori. Infine, Cittadinanzattiva ritiene di essere stata danneggiata dal diniego ricevuto dalle compagnie telefoniche, in quanto sta procedendo ad una raccolta fondi con mezzi meno efficaci e soprattutto più onerosi per i cittadini che se vorranno, dovranno fare una donazione con carta di credito, bonifico o con bollettino postale, anziché inviare un semplice sms".

"Chiediamo quindi all’Agcom anzitutto un intervento volto a fare chiarezza – ha dichiarato Antonio Gaudioso, vice segretario generale di Cittadinanzattiva – così come di prevedere uno strumento normativo ad hoc, che colmi il vuoto legislativo che ha permesso agli operatori di autoregolamentarsi in maniera quantomeno discutibile". All’Antitrust viene invece chiesto di valutare se le compagnie abbiano tenuto un comportamento lesivo della concorrenza.

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