TLC. Commissione Ue: “Consumatori beneficiano di accesso generalizzato alle comunicazioni mobili”

Non è necessario, almeno per il momento, estendere la rete di sicurezza del servizio universale ai servizi mobili e alla rete ad alta velocità. A sostenerlo è una relazione della Commissione europea elaborata tenendo conto dei risultati di una consultazione pubblica lanciata nel 2005 a seguito della comunicazione sul riesame della portata del servizio universale. Secondo la relazione, i consumatori beneficiano già, a un costo accessibile, di un accesso generalizzato alle comunicazioni mobili nel loro paese d’origine e, fino ad oggi, solo una minoranza dispone di connessioni Internet ad alta velocità.

"Dalla relazione emerge un ampio consenso sul fatto che è preferibile lasciare al mercato il compito di proporre agli utenti i servizi mobili e l’accesso alla rete ad alta velocità" – dichiara Viviane Reding, commissario europeo per la società dell’informazione e i media – "tranne nei casi in cui problemi strutturali come l’isolamento geografico giustifichino investimenti pubblici specifici che permettano di colmare il gap nell’accesso alla banda larga". "In generale, tuttavia – prosegue il commissario Reding – le parti interessate riconoscono anche che il concetto di servizio universale, che garantisce l’accesso a servizi di comunicazione di base – ma essenziali per gli utenti svantaggiati – richiede un adattamento all’era di Internet, così come la sua fornitura". "Quest’anno – conclude Viviane Reding – il riesame della normativa comunitaria in materia di comunicazioni elettroniche consentirà di affrontare la questione della fornitura del servizio universale nel mondo di Internet".

Dei 76 contributi pervenuti alla Commissione nell’ambito della consultazione, molti sottolineano che rendere obbligatoria una determinata tecnologia in un contesto in rapida e continua evoluzione potrebbe creare dei problemi, e che un’estensione della portata del servizio universale e del suo finanziamento rischierebbe di scoraggiare la concorrenza, ostacolare gli investimenti e rallentare l’innovazione. Mentre le associazioni dei consumatori specializzate nelle comunicazioni elettroniche condividono le conclusioni della Commissione, alcuni consumatori e altre associazioni hanno sottolineato che i criteri di riesame della direttiva sul servizio universale o della valutazione della Commissione sono troppo restrittivi, raccomandando l’estensione del servizio universale ai servizi mobili e/o a banda larga.

Alcuni contributi hanno sollevato altre questioni, riguardanti ad esempio la qualità e il prezzo giudicato troppo elevato dei servizi di roaming internazionale e l’accesso ai servizi di emergenza, temi che tuttavia esulano dall’ambito della revisione della direttiva sul servizio universale.
Tutti i contributi pervenuti serviranno ad alimentare il dibattito politico sul riesame generale della normativa in materia, che avverrà nel corso del 2006.

 

Comments are closed.