TLC. Commissione Ue invita Agcom a notificarle impegni di Telecom su Open Access

La Commissione europea ha chiesto oggi all’Agcom la notifica degli impegni presi da Telecom Italia. In particolare, la Commissione europea ha invitato l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni a "notificarle gli impegni proposti da Telecom Italia, che introducono cambiamenti significativi nell’organizzazione interna della società, al fine di garantire un equo trattamento dei concorrenti". È quanto si legge in una nota stampa per la quale "tali impegni, che sono già stati approvati dall’Agcom a livello nazionale, comportano una riorganizzazione interna di Telecom Italia e istituiscono un meccanismo speciale per garantire agli operatori alternativi un accesso non discriminatorio alla rete di Telecom Italia. Essi, pertanto, incidono sulla capacità degli operatori alternativi di competere con Telecom Italia".

Nella lettera inviata oggi la Commissione esprime preoccupazione per il fatto che l’analisi dell’Agcom "non includa né obblighi regolamentari né un’analisi organica degli impegni assunti da Telecom Italia. Questi ultimi prevedono una riorganizzazione interna e un meccanismo speciale per garantire agli operatori alternativi un accesso non discriminatorio a prodotti regolati nell’ambito del mercato dell’accesso grazie a un’unità, Open Access, creata su base volontaria e separata dalle altre strutture della società. Telecom Italia intende rendere operativi gradualmente tali impegni a decorrere dall’aprile 2009. In passato in Italia l’accesso non aveva funzionato in modo efficace e per gli operatori alternativi era difficile competere con Telecom Italia e conquistare utilizzatori finali". Per la Commissione "solo una notifica completa degli impegni di Telecom Italia consentirà alla stessa Commissione e alle altre autorità nazionali di regolamentazione di definire, grazie alle loro osservazioni, un approccio armonizzato. Tale notifica sarebbe inoltre garanzia di trasparenza per i terzi, in particolare per gli operatori alternativi, che potrebbero essere direttamente interessati dagli impegni".

"Se realizzato in modo trasparente e favorevole alla concorrenza, l’Open Access può diventare un modello per altri paesi – ha detto Viviane Reding, Commissaria europea per le telecomunicazioni – Esorto tuttavia il regolatore italiano a non applicare i rimedi relativi all’Open Access prima che la Commissione e le altre autorità nazionali di regolamentazione li abbiano esaminati a fondo, come previsto dalla normativa europea. Solo il rispetto integrale di tale normativa, infatti, può garantire la certezza del diritto per tutti gli operatori del mercato".

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