TLC. Commissione Ue pensa ad un mercato unico

Consentire ai cittadini europei, ovunque si trovino e ovunque viaggino nell’UE, di beneficiare di servizi di comunicazione di migliore qualità e a prezzi più accessibili, sia per la telefonia mobile che per il collegamento veloce a Internet a banda larga che per la televisione via cavo. E’ questo l’obiettivo che la Commissione Ue ha inteso raggiungere adottando oggi le proposte di riforma delle norme UE in materia di telecomunicazioni.

Il "pacchetto di riforme delle telecomunicazioni" che dovrebbe diventare legge entro la fine del 2009 ha queste caratteristiche:

  • nuovi diritti per i consumatori, ad esempio il diritto di cambiare operatore di telecomunicazioni in 1 giorno, il diritto a informazioni tariffarie trasparenti e confrontabili, la possibilità di chiamare numeri gratuiti dall’estero e maggiore efficienza del numero unico europeo di emergenza (112);
  • una più ampia scelta per i consumatori grazie ad una maggiore concorrenza, in particolare offrendo alle autorità nazionali di regolamentazione il nuovo rimedio della separazione funzionale degli operatori di telecomunicazioni dominanti;
  • una maggiore sicurezza nell’uso delle reti di comunicazione, in particolare grazie a nuovi strumenti di lotta contro gli spam, i virus e altri attacchi informatici;
  • un "New Deal" dello spettro radio, la spina dorsale dei servizi di comunicazione senza filo, per incoraggiare gli investimenti in nuove infrastrutture e assicurare "l’accesso alla banda larga per tutti". Nelle zone rurali dell’UE in media solo il 72% della popolazione ha accesso alla banda larga. La Commissione intende ridurre questa "frattura digitale" mediante una migliore gestione dello spettro radio e rendendo disponibile lo spettro per servizi senza filo a banda larga nelle regioni in cui la costruzione di una nuova infrastruttura in fibra ottica sarebbe troppo costosa. La migrazione dalla televisione analogica alla televisione digitale libererà una parte consistente dello spettro radio (il cosiddetto "dividendo digitale") che può essere utilizzato a questo scopo;
  • una migliore regolamentazione del settore delle telecomunicazioni mediante la liberalizzazione dei mercati la cui l’apertura, realizzata sotto l’impulso dell’UE, ha già permesso di instaurare la concorrenza (cfr. IP/07/1678). Ciò permetterà alla Commissione e alle autorità nazionali di regolamentazione di concentrarsi sui principali ostacoli, quale ad esempio il mercato della banda larga;
  • controllori più indipendenti per garantire una regolamentazione equa nell’interesse dei consumatori. Troppo spesso le autorità di regolamentazione del settore delle telecomunicazioni conservano stretti legami con l’operatore dominante che, in molti paesi, appartiene in parte al governo nazionale. La riforma UE delle telecomunicazioni mira a rafforzare l’indipendenza dei controllori nazionali delle telecomunicazioni sia dagli operatori che dai governi.

Infine una nuova Autorità europea del mercato delle telecomunicazioni assisterà la Commissione e le autorità nazionali di regolamentazione delle telecomunicazioni nell’assicurare l’applicazione uniforme, indipendente e senza protezionismi delle regole del mercato e delle norme di tutela dei consumatori in tutti e 27 gli Stati membri dell’UE. Perché abbiano valore di legge, le proposte della Commissione devono essere approvate dal Parlamento europeo e dal Consiglio dei Ministri dell’UE.

 

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