TLC. Corte Ue: legittima la conciliazione pregiudiziale

La conciliazione pregiudiziale obbligatoria prevista per le controversie fra utenti e fornitori in materia di "servizio universale" è legittima, a condizione che non sia accessibile unicamente tramite internet. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia delle Comunità Europee chiamata ad esprimersi in via pregiudiziale nell’ambito di una causa dinanzi al Giudice di Pace di Ischia che vedeva contrapposti alcuni utenti e le società fornitrici Telecom Italia SpA e Wind SpA.

Gli utenti avevano lamentato un presunto inadempimento all’obbligo di servizio universale previsto dalla direttiva 2002/22/CE del "pacchetto Telecomunicazioni". Davanti al Giudice di Pace di Ischia, Wind e Telecom hanno opposto l’improcedibilità della richiesta delle utenti, per l’assenza del tentativo di conciliazione pregiudiziale.

La legislazione italiana di trasposizione della direttiva, ha reso, infatti, la conciliazione pregiudiziale obbligatoria, e designato gli organi competenti: i "Co.Re.Com." (Comitato Regionale per le Comunicazioni), o in alternativa, gli organi competenti in materia di consumatori o quelli designati dalle associazioni dei consumatori, i quali possono essere aditi anche per via telematica.

Nella fattispecie, il Giudice di Pace di Ischia aveva quindi domandato alla Corte di giustizia se tale obbligo di conciliazione fosse compatibile con la direttiva e con il principio fondamentale della tutela giuridica effettiva.

La Corte ha rilevato che l’obbligatorietà della procedura di conciliazione è non solo conforme alla direttiva, ma, anzi, ne rinforza l’effetto utile. Inoltre, essa rispetta il principio di equivalenza rispetto alle procedure applicabili alle controversie analoghe fondate sul diritto nazionale, così come il principio di effettività, nella misura in cui il suo esito non è vincolante, la procedura non provoca dei ritardi, sospende la prescrizione e non comporta alcuna spesa.

Qualora invece l’accesso alla conciliazione fosse possibile solo tramite via telematica, essa diverrebbe impossibile o troppo difficoltosa per gli utenti che non dispongono di una connessione internet. Pertanto, per essere conforme al principio di tutela giuridica effettiva, la procedura di conciliazione pregiudiziale obbligatoria per i servizi universali deve fornire altre modalità di accesso oltre a quella telematica e, in situazioni eccezionali di urgenza, la possibilità di adottare dei provvedimenti provvisori.

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