TLC. Costo sms, Consumatori: tetto non pregiudica libertà del mercato

Non è piaciuta ad Adiconsum la lettera che Asstel ha inviato al Garante dei prezzi, Roberto Sambuco, come risposta alla richiesta di quest’ultimo di abbassare il costo degli Sms. L’associazione che raccoglie gli operatori di telefonia scrive: "Un provvedimento ad hoc per fissare per legge un tetto al prezzo degli Sms potrebbe avere effetti frenanti sulle dinamiche competitive del mercato, costringendo gli operatori a recuperare le perdite aumentando il livello generale delle offerte o riducendo gli investimenti". L’Asstel avverte che "l’andamento virtuoso del mercato rischierebbe di essere minato da eventuali interventi esogeni che andassero a limitare la libertà di offerta degli operatori, fissando livelli massimi di prezzo". Tali interventi – aggiunge l’Associazione – lungi dal garantire reali benefici ai clienti potrebbero avere conseguenze come l’aumento dei prezzi o il freno agli investimenti e all’innovazione.

Quanto alla critica mossa da Adiconsum, quest’ultima sostiene in particolare, che non è reale la tesi sostenuta dagli operatori secondo cui il mercato delle Tlc in Italia offre margini di guadagno bassi, visto che l’Italia è il primo mercato mondiale della telefonia mobile. Allo stesso modo, seconod l’Associazione "non è accettabile la posizione di Asstel che con fare ricattatorio afferma che laddove il ribasso dei costi degli SMS fosse imposto provocherebbe un innalzamento dei costi di altre voci, facendo ricadere il tutto sul consumatore".

Se Mr. Prezzi ha rilevato dalla sua inchiesta una distorsione del mercato in merito al costo degli SMS è perché lo stesso Garante, come più volte denunciato anche da Adiconsum, ha rilevato che le offerte commerciali riportate nella lettera sono innanzitutto limitate e poi abbassano sì il costo del singolo sms, ma innalzano quello di altri servizi. "Tale atteggiamento delle aziende di tlc di mancato riconoscimento istituzionale denota una mancanza di rispetto nei confronti dei consumatori", conclude Adiconsum.

Identica la presa di posizione del Codacons che sostiene: "Le tesi sostenute dagli operatori telefonici nel tentativo di contrastare la richiesta di un tetto ai prezzi degli sms, sono assurde e, come tali, da rispedire al mittente. Esistono chiare disposizioni dell’ Autorità per le comunicazioni che prevedono che le tariffe, nel campo della telefonia, devono essere orientate ai costi. Ciò, tuttavia, non avviene, specie nel settore degli sms, dove a costi industriali per i gestori risibili corrispondono prezzi elevati per gli utenti. Non risulta attendibile nemmeno la tesi degli investimenti ridotti in caso di tetto, poichè tali investimenti non possono essere addebitati ai consumatori. Ci spieghino le compagnie telefoniche come è possibile che in altri paesi europei il medesimo servizio (l’invio di un sms) costi cinque volte meno rispetto l’Italia!".

A conferma dell’esosità dei servizi italiani giunge un’indagine dell’Autorità delle telecomunicazioni finlandese (Ficora) che ha analizzato le tariffe in abbonamento dei 3 maggiori operatori di 19 paesi. "Non è accettabile che in Italia chi usa di più i servizi telefonici abbia le tariffe più alte". È quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati dell’indagine. "Di solito i consumatori che, in qualsiasi settore, comprano o utilizzano di più un servizio hanno tariffe agevolate; in questo caso avviene il contrario. Ma la cosa più sconcertante -incalza Dona- è che gli italiani spendono circa il doppio della media europea, e sei volte il Lussemburgo, il paese più virtuoso". "Il divario è incomprensibile e ingiustificato -conclude Dona. Ci aspettiamo un immediato ridimensionamento sulle medie europee da parte di tutti gli operatori italiani, non solo per le chiamate in abbonamento, ma anche per gli sms che – come già fatto notare in passato – pur avendo ‘costo zero’ per i gestori, nel nostro Paese raggiungono cifre record".

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