TLC. Credito residuo, MDC diffida Wind

Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) ha deciso di diffidare la Wind al rispetto delle norme in materia di credito residuo e ad agevolare gli utenti, che intendano richiedere il riaccredito del credito residuo, predisponendo un’apposita modulistica oggi assente sul sito web e una casella di posta elettronica dedicata o un fax gratuito.

L’iniziativa dell’Associazione dei consumatori arriva in seguito alla disavventura denunciata da un cliente Wind di Benevento, che non si è visto riconoscere il trasferimento di un credito residuo di soli 11,35 da una sim disattivata ad altra del medesimo operatore. Secondo MDC questo è un modo per impedire o rendere più difficoltosa l’applicazione della Legge Bersani n. 40/07 e della Delibera Agcom n. 353/08/CONS oltre che del proprio contratto in caso di scadenza della Sim.

"Il caso è paradossale: il cliente – denuncia MDC -, dopo aver contattato il call center aziendale Wind (non esistendo nella modulistica predisposta dalla compagnia telefonica un modulo per la richiesta del credito residuo), è stato consigliato dall’operatore di utilizzare un altro modulo (Riattivazione numero telefono prepagato) da compilare e inviare a mezzo raccomandata all’azienda unitamente alla copia di un documento di identità". Nonostante l’inoltro, l’utente dopo alcune settimane si vedeva spiegare dall’operatore il rifiuto dell’accredito con la scusa che non aveva utilizzato il modulo corretto che però allo stato non esiste e nel frattempo ha dovuto spendere 3 euro per la richiesta oltre a innumerevoli chiamate al call center.

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