TLC. Dall’analogico al digitale: passaggio in corso ma già “retrò”? Makno precisa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una e-mail a firma di Michele Casula (Makno) contenente alcune precisazioni di merito sull’articolo pubblicato il 23 luglio scorso nel quale si faceva il punto sullo switch over nel Lazio e non solo.

"L’articolo intitolato "TLC. Dall’analogico al digitale: passaggio in corso ma già "retrò"?" pubblicato il 23/07/2009 sul sito Help Consumatori a firma Valentina Corvino, cita e commenta in modo improprio alcuni dati relativi ad una indagine realizzata dall’istituto Makno per conto del consorzio Lazio TDT in occasione dello switch over del Lazio.

Il primo dato riportato si riferisce alla penetrazione della TV digitale, stimata all’82,5% (famiglie che dispongono di almeno una piattaforma digitale su almeno un televisore). L’aggiunta di coloro che attualmente ricevono solo in analogico ma che si dicono intenzionati a dotarsi di un decoder entro i successivi 6 mesi, posta la stima complessiva (possessori attuali+prospect) al 94,5% (il riferimento a questo dato nell’articolo è impreciso).

Il terzo dato riportato si riferisce al fatto che "solo l’1% degli intervistati non sapeva nulla dello switch over": è un dato sulla conoscenza del processo in atto, non una valutazione di merito.

Alla luce della natura dei dati Makno riportati (e del rigore metodologico che li sottende), non si comprendono le successive allusioni all’"ufficialità" del dato (con un virgolettato che sembra insinuare l’equivalenza dato ufficiale = dato addomesticato) ed alla presunta assenza di riscontro "nelle analisi della società civile".

Si cita a questo proposito un sondaggio dell’Adoc, che si scopre (in altro articolo) effettuato "sul proprio sito", evidenziando in primis che "soltanto il 4,7% della popolazione non ha avuto alcun problema collegato allo switch over". Posto che "essere a conoscenza dello switch over" (dato rilevato dall’indagine Makno) non significa non dover affrontare alcun problema di ricezione o sintonizzazione, non si capisce in cosa risiederebbe il "netto contrasto con quanto sostenuto dalla Makno": trattasi di informazioni di natura diversa.

L’attività di ricerca e più in generale di "ascolto" di cui si fanno promotrici le associazioni a tutela dei consumatori sono sicuramente lodevoli e spesso utili, ma ospitare un questionario sul proprio sito (come nel caso del sondaggio Adoc) non significa in alcun modo costruire un campione che possa dirsi rappresentativo dell’universo delle famiglie del Lazio (caratteristica che può essere vantata dalla ricerca Makno).

Prima di affermare il presunto "contrasto con quanto sostenuto dalla Makno" e di chiedersi "Chi avrà ragione?", forse sarebbe stato opportuno interrogarsi sulle differenze metodologiche: quella Makno è una ricerca condotta su un campione rappresentativo delle famiglie del Lazio, quella Adoc è una attività di ascolto realizzata presso gli utenti del proprio sito (quelli particolarmente motivati a rispondere, magari proprio perché avevano avuto problemi…), i cui risultati non sono in alcun modo proiettabili sull’universo delle famiglie del Lazio".

 

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