TLC. Ddl Gentiloni, Calabrò: “Bene tetto su pubblicità solo se provvisorio”

"E’ con favore che saluto l’iniziativa legislativa assunta dal Ministro Gentiloni". Così Corrado Calabrò, presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Telecomunicazioni esordisce durante l’audizione sul ddl Gentiloni dinanzi alle Commissioni VII e IX Cultura, Scienza e Istruzione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni.

In particolare il Presidente si è soffermato su due aspetti: il passaggio al digitale terrestre e il tetto del 45% alla pubblicità televisiva previsto dal disegno di legge e aspramente criticato dal presidente Antitrust, Antonio Catricalà.

"Da noi – sostiene Calabrò – la marcia d’avvicinamento al digitale è a due velocità: Mediaset e La 7, in osservanza della legge vigente, procedono nella copertura del territorio con tecnica digitale. La RAI procede molto più lentamente ed ha contestato e impugnato le delibere dell’AGCOM che le imponevano l’inizio della conversione al digitale degli impianti esistenti. Questo non è accettabile". Il Presidente loda, a tal proposito, la previsione, nel ddl, di una data (30 novembre 2012) certa e credibile e invoca "congiuntamente" una politica industriale adeguata a realizzare il compito prefissato.

Per quanto riguarda, invece, il criticato tetto che il ddl Gentiloni pone alla pubblicità televisiva al 45%, il giudizio di Calabrò è essenzialmente positivo "purché si tratti di una misura di carattere transitorio ai fini della tutela del pluralismo e per accelerare la transizione al digitale, mentre viceversa se diventasse permanente si tratterebbe di una norma «asimmetrica» che mal si concilierebbe con il diritto comunitario in materia di posizioni dominanti".

L’Agcom «apprezza decisamente» anche l’introduzione delle norme che hanno l’obiettivo di «abbassare le barriere all’ingresso nel settore televisivo», in materia di uso efficiente di spettro elettromagnetico e di limiti alla capacità trasmissiva per i fornitori di contenuti nel digitale. E ancora apprezzamento viene espresso sull’apparato sanzionatario. In generale il ddl "individua alcuni strumenti volti ad assicurare uno sviluppo pluralistico e concorrenziale del settore televisivo nell’attuale fase di transizione alla tecnologia digitale e successivamente a tale evento». Bene anche le norme che riguardano la rilevazione degli ascolti, anche se a tale proposito Calabrò osserva che «appare più funzionale, ai fini di una rapida ed efficace regolamentazione, non già la previsione di una delega al governo sulla base di principi direttivi, bensì la diretta introduzione di ulteriori principi – rispetto a quelli previsti dalla normativa vigente – che rafforzino i poteri di vigilanza e controllo dell’Autorità".

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