TLC. Digitale terrestre, Ambrogetti (DGTVi): “Puntare sull’offerta di contenuti e servizi”

"Fino a poco tempo fa nessuno aveva la risposta per molte questioni". Andrea Ambrogetti, Presidente DGTVi ha letto la Relazione annuale DGTVi in occaisone della conferenza nazionale sul digitale terrestre, in corso oggi a Roma. "Innanzitutto al problema della diffusione dei decoder nelle case degli italiani. Ma per questo il mercato ci ha dato la risposta e oggi siamo certi che prima del 2012 tutti lo avranno e nessuno resterà con lo schermo nero. Poi c’è stata la questione delle frequenze televisive su cui si è consumato un grande scontro. Ma per questo il laboratorio Sardegna ci ha tranquillizzati".

"E ci ha tranquillizzati anche su un’altra questione – ha spiegato Ambrogetti – quella che riguarda il mondo della politica che vede la questione televisiva come un grande terreno di scontro. Una questione su cui bisogna ancora lavorare è invece il ruolo del servizio pubblico rispetto al futuro dell’offerta dei contenuti che andranno a comporre il panorama del digitale terrestre. Per trovare delle risposte occorre sfatare dei luoghi comuni.

In questi anni abbiamo criticato molto la televisione, ma dobbiamo ammettere che con tutte le sue contraddizioni ci ha trasmesso le emozioni del tempo. E dunque la contrapposizione tra la vecchia e la nuova televisione si risolve perché tra le due non c’è contraddizione: la vecchia tv si è trasformata e sta pian piano diventando di fatto una nuova tv, più ricca e completa. In Sardegna oltre il 90% degli abitanti usa il digitale terrestre gratuito. In Italia come in Europa la parabola è stata superata. Il satellite resta un’offerta importante ma solo accessoria.

Allora chi è il protagonista di questo cambiamento? Sono, in tutta Europa, i broadcaster di sempre, con qualche nuovo soggetto pronto ad entrare in quella che sarà l’unica porta di ingresso per i contenuti a disposizione di tutti. Un altro pregiudizio da sfatare – ha detto Ambrogetti – è quello secondo cui il digitale italiano è accessibile a pochi soggetti. Ci si dimentica purtroppo che l’Italia è uno dei maggiori paesi che ha concesso spazi a soggetti terzi quindi c’è sana competizione tra soggetti vecchi e nuovi e non una volontà di mantenere delle posizioni di potere. Non è più il tempo per questo".

"Il mio impegno – ha concluso il Presidente di DGTVi – è che nel 2009 ci sia un bollino blu che indichi a tutti la possibilità di accedere al digitale terrestre. E ancora che ci sia un’attenzione particolare alle fasce deboli. Sul mondo dei servizi dei servizi infine si potrebbe aprire davvero un grande moldo che potrà coinvolgere anche le pubbliche amministrazioni e potrà rivolgersi a target particolari di utenza. La pubblicità non sarà più l’unico finanziatore quindi ma gli stessi servizi potranno attrarre risorse su di sé".

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