TLC. Digitale terrestre, Calabrò: “Il digitale terrestre deve rimanere alla fruizione di tutti”

"Abbiamo ereditato 40 anni di confusione nella gestione dello spettro televisivo, quello che qualcuno ha definito il far west televisivo. Oggi per fortuna questo non può più succedere. Anzi si terrà conto delle direttive comunitarie e del concetto del pluralismo dell’informazione". Ha cominciato così il suo intervento alla conferenza nazionale sul digitale terrestre, che si tiene tra ieri e oggi a Roma, presso l’Auditorium, Corrado Calabrò, Presidente dell’Agcom.

"Se le frequenze sono la porta di ingresso principale del settore, l’accesso alla capacità trasmissiva dei maggiori broadcaster italiani è altrettanto importante, a testimoniare la grande apertura dell’area della comunicazione. Abbiamo definito alcuni problemi del passato, come quello di Europa7 che proprio oggi ha avuto la sentenza definitiva. Da parte nostra – ha aggiunto Calabrò – abbiamo aperto nuovi canali, nuovi fornitori di contenuti, nuovi apparecchi attraverso cui i cittadini possono guardare la televisione. E’ innegabile che il settore rimane ancora concentrato ma non si può dimenticare che quello delle comunicazioni è un settore in cui la concentrazione ha ragioni tecniche ed economiche".

"Vorrei infine ricordare 2 obiettivi che mi stanno a cuore – ha concluso il Presidente dell’Autorità – il digitale terrestre deve rimanere una modalità gratuita, accessibile all’intera popolazione italiana; è essenziale che l’etere resti un mezzo accessibile a tutti perché se oggi quasi tutti siamo alfabetizzati lo dobbiamo alla diffusione della lingua di base attraverso la televisione generalista. L’incremento di canali, l’ampliamento dell’offerta dei servizi e il miglioramento della qualità devono essere a disposizione di tutti per tradursi in una crescita reale del Paese. Inoltre ci saranno regole certe e rigorose che sono necessarie a salvarsi da qualsiasi tracollo finanziario. L’esempio della Sardegna ci fa capire che ci stiamo muovendo nella direzione giusta. Bisogna lavorare in progress e solo alla fine di questo percorso potremmo dire niente è come prima, tirando un sospiro di sollievo".

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