TLC. Digitale terrestre, le reazioni dei Consumatori: “Scarsa l’informazione”

Rai due e Rete quattro sono passate al digitale ma a Roma un utente su tre è carente sul piano tecnico e non ha le conoscenze di base per orientarsi nel nuovo sistema, senza considerare che i problemi maggiori sono dei più anziani. È quanto denuncia CODICI, per il quale dalla telefonate ricevute "è emerso che ad 1 utente su 3 mancano le nozioni base necessarie affinché il passaggio dall’analogico al digitale possa avvenire senza grandi difficoltà rilevando, inoltre, che buona parte delle telefonate proviene da over 65".

"Non siamo affatto contrari a questo passaggio, riscontriamo però, dalle numerose telefonate e dalle e-mail di questi giorni l’impreparazione dell’utente sul piano tecnico. Inoltre questo passaggio non è esente da costi. Tra l’acquisto dei decoder e l’adeguamento degli impianti di antenna, il cittadino arriverà a spendere, volendo essere ottimisti, tra i 50 e i 200 euro – afferma il segretario Ivano Giacomelli – Quello che temiamo, inoltre, è che ci possano essere i presupposti per una speculazione ad opera di tecnici del settore, soprattutto in seguito alla fase definitiva dello switch off, quando cioè i canali televisivi andranno risintonizzati". L’associazione chiede dunque alla Regione Lazio di istituire una task force di tecnici indicati dalle Associazioni dei consumatori.

Altroconsumo ricorda che il passaggio a "all digital" che ha coinvolto la Sardegna a ottobre 2008, nonostante sia stato presentato con toni entusiastici, "ha mostrato più luci che ombre: molte famiglie sono venute a conoscenza del passaggio al digitale solo all’ultimo momento; altre, pur avendo il decoder, hanno avuto problemi di ricezione del segnale. Se il buongiorno si vede dal mattino, la transizione è partita con il piede sbagliato". "Oltre al Lazio – ricorda Altroconsumo in una nota – attualmente in Valle d’Aosta, parte del Piemonte e Trentino Alto Adige si è già avviata la trasmissione del segnale in digitale (RaiDue e Rete 4). Seguirà a breve anche la Campania".

Poiché "il passaggio alla nuova tecnologia non è certo una libera scelta dei cittadini, ma una decisione politica imposta dai governi e dall’Unione europea" l’Associazione dei consumatori ritiene che "il minimo che ci si possa aspettare è una corretta informazione sul tema".

"Ma non basta: l’imposizione del digitale pesa sul portafoglio delle famiglie. Bisogna infatti comprare un decoder (o una tv con decoder integrato) e far verificare che l’antenna sia orientata correttamente per la ricezione del nuovo segnale. Sono previsti contributi statali per gli utenti (sconto di 50 euro sull’acquisto del decoder), ma i requisiti per potervi accedere sono quasi proibitivi.

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