TLC. Direttiva europea sui servizi audiovisivi, Bruxelles chiede a che punto è il recepimento

La Commissione europea ha chiesto a 16 Stati membri, tra cui l’Italia, a che punto è il recepimento della direttiva sui servizi di media audiovisivi (SMA). Tale direttiva tutela il mercato unico e garantisce la certezza del diritto per il settore europeo della televisione e degli audiovisivi stabilendo condizioni di concorrenza eque per i servizi di radiodiffusione televisiva e di media audiovisivi a richiesta in tutta Europa. Nello stesso tempo, la direttiva contribuisce a preservare le differenze culturali, tutelare i minori e i consumatori in genere, difendere il pluralismo dei media e lottare contro l’odio razziale e religioso.

La direttiva si basa sul principio del "paese di origine", secondo cui i fornitori di servizi di media audiovisivi sono soggetti unicamente alle disposizioni regolamentari del loro paese di origine e possono essere soggetti a quelle di altri paesi solo in un numero molto limitato di circostanze elencate all’articolo 3 della direttiva stessa (ad esempio nel caso di incitazione all’odio razziale). Gli Stati membri hanno concordato di recepire la direttiva SMA nelle rispettive legislazioni nazionali entro il 19 dicembre 2009. L’Italia ha recepito la direttiva a marzo 2010.

Le lettere inviate oggi fanno parte dell’impegno della Commissione a garantire che tutti gli Stati membri abbiano correttamente recepito nel diritto nazionale le disposizioni della direttiva in tutti i loro elementi. Le questioni sollevate variano da un Paese all’altro e le richieste di informazioni non implicano una cattiva trasposizione della direttiva negli Stati membri interessati ma indicano semplicemente che, in questa fase, la Commissione desidera fare particolari domande a questo proposito.

Le richieste di chiarimenti riguardano, ad esempio, le comunicazioni commerciali audiovisive (incluse l’introduzione di prodotti sul mercato e la sponsorizzazione, la pubblicità televisiva e le televendite); gli obblighi fondamentali imposti dalla direttiva (come prescrizioni in materia di identificazione, norme restrittive sull’incitazione all’odio, norme relative all’accessibilità, obblighi relativi all’equilibrio della copertura e registrazione dei servizi su richiesta); il diritto di rettifica (chiunque i cui legittimi interessi siano stati lesi a seguito di un’asserzione non conforme al vero contenuta in un programma televisivo, deve poter fruire di un diritto di rettifica o di misure equivalenti); la tutela dei minori; la promozione delle opere europee; la trasmissione in chiaro degli eventi di maggiore rilevanza e di notiziari brevi; la cooperazione fra organi di controllo.

Le risposte sono attese entro 10 settimane

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