TLC. Easydownload, Aduc lancia allarme: stesso meccanismo utilizzato da italia-programmi.net

Vi ricordate la storia di Easydowload? Di sicuro non l’hanno dimenticata i consumatori che sono caduti nella trappola. Affinché non ci siano nuove vittime di questo genere di truffe l’Aduc lancia un allarme: da circa 15 giorni lo stesso meccanismo posto in essere da Easydownload è praticato anche da un altro sito, www.italia-programmi.net.

Le coincidenze sono molte: i siti funzionano in modo pressoché identico; le mail inviate agli utenti, sia di benvenuto che di sollecito, sono identiche (fatta eccezione per i nomi e sedi delle società); entrambi i siti sono ospitati dallo stesso servizio di hosting gestito da Leaseweb, sito in Olanda: http://www.leaseweb.com (ciò è velocemente verificabile su www.domaintools.com).

"Non sappiamo se effettivamente i due siti facciano capo alle stesse persone – precisa l’Aduc – né abbiamo gli strumenti idonei a compiere simili verifiche, che potrebbe compiere invece la polizia postale. Consigliamo quindi agli utenti, dopo aver tutelato le proprie tasche di fare anche una denuncia presso la Polizia postale".

L’Aduc ricorda il caso, scoppiato l’estate scorsa, di Easydownload: una società tedesca, la Eurocontent Ltd, ha indotto i consumatori, con meccanismi ingannevoli e ricorrendo all’utilizzo di siti ponte, a scaricare dal proprio sito software, solitamente disponibili in rete gratuitamente, senza chiarire che si trattava di operazioni a pagamento. Le Associazioni dei consumatori, nel giro di poco tempo, hanno segnalato la pratica scorretta all’Antitrust e l’Autorità, lo scorso novembre, ha multato la società per 960.000 euro.

A nulla è valsa la reazione di Eurocontent Ltd che ha impugnato il provvedimento davanti al Tar del Lazio, accusando le Associazioni dei consumatori di aver spinto gli utenti, attraverso una campagna mediatica denigratoria, a non pagare e a fare denuncia all’Antitrust. Il Tar Lazio con l’ordinanza n. 507 del 10 febbraio 2011, ha respinto la richiesta di sospensione della multa avanzata dalla Eurocontent Ltd, ed ha condannato la società al pagamento delle spese processuali. Secondo il Tribunale è "provato che la parte ricorrente si sia avvalsa, nella promozione su ADgoogle della propria attività di chiavi di ricerca non già semplicemente ambigue, ma, con l’inclusione della terminologia "gratis" e affini, intenzionalmente contrarie al vero, al fine di eludere, in tal modo non solo le aspettative, ma la stessa attenzione del consumatore, automaticamente indirizzato ad una pagina recante la maschera di attivazione di un servizio in abbonamento".

Il Tribunale ha rilevato anche l’illegittimità della condotta della società successivamente allo scadere del termine per il recesso: "Considerato altresì che appaiono condivisibili le valutazioni svolte dall’Autorità relativamente alla condotta di parte ricorrente, success iva alla possibilità di esercizio del diritto di recesso da parte dei consumatori, atteso che la minaccia di azioni legali è stata esercitata indistintamente, a prescindere dall’esistenza di reclami e dalla fondatezza delle posizioni dei consumatori medesimi".

Poiché la Eurocontent Ltd non ha ancora ottemperato al provvedimento dell’Antitrust, l’Autorità ha avviato con provvedimento n. 22205 del 16 marzo 2011 un nuovo procedimento sanzionatorio per mancata ottemperanza alla delibera dell’Antitrust.

 

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