TLC. Equo compenso su pc e cellulari. Le reazioni

I contenuti culturali in Italia godranno di una maggior tutela, grazie al cosiddetto equo compenso. Ieri, infatti, è stato pubblicato il decreto di rideterminazione del compenso per "Copia privata" firmato dal Ministro per i beni culturali Sandro Bondi lo scorso 30 dicembre. Il ddl, in esecuzione della legge sul diritto d’autore, individua un punto di equilibrio tra il riconoscimento del compenso che è dovuto a chi crea opere dell’ingegno e le esigenze degli utenti e del settore dell’innovazione e sviluppo tecnologico.

In pratica tutti i produttori di beni tecnologici dotati di una memoria devono versare un compenso per ogni copia privata alla Siae. Questa tassa dunque non sarà più soltanto sui tradizionali supporti digitali, come cd e dvd, ma anche su cellulari, computer, lettori mp3 eccetera.

"Si è colmato un vuoto normativo che sacrificava il ruolo dei titolari dei diritti sulle opere dell’ingegno (autori, produttori fono, produttori cinema e video, artisti) da più di 6 anni – scrive in una nota la Siae secondo cui "è giusto che i diritti sulle opere dell’ingegno, che non sono tasse, vadano difesi e promossi in misura proporzionale al successo economico dei prodotti tecnologici che li veicolano". La Siae spiega che questo è un principio sancito nella nostra Costituzione, all’art. 9, e risponde alle regole che l’Unione Europea ha da tempo indicato a tutti i Paesi.

E mentre la Siae non si ritiene ancora pienamente soddisfatta dei livelli di compenso che il decreto oggi fissa, non ritenendolo ancora pienamente "equo", le Associazioni dei consumatori prevedono che a pagare questo compenso sarà il consumatore.

Il 23 dicembre scorso Altroconsumo ha diffuso un video-inchiesta, in cui ha chiesto ai consumatori e ai commercianti il loro parere "su questo nuovo obolo applicato su apparecchi che solo lontanamente hanno a che fare con musica, film e quant’altro sia tutelato dal diritto d’autore: se è vero che ad esempio un cellulare può contenere anche file mp3 è anche vero che la stragrande maggioranza delle persone lo utilizza soprattutto per telefonare".

"Pur riconoscendo giustamente quanto dovuto ad autori ed editori – scrive Altroconsumo – giudichiamo questo favore alla Siae ingiusto soprattutto perché applicato sulle tasche dei consumatori in un momento di crisi. Una simile tassa porterebbe nelle casse della Siae oltre 250 milioni di euro l’anno. In più secondo l’Associazione dei consumatori questo compenso "inciderà sul prezzo di cd e dvd per almeno il 50% e circa il 3% sugli apparecchi". "Il consumatore ignora tutto ciò, non avendo informazioni chiare e dirette su ciò che sta pagando".

Help Consumatori ha chiesto un parere sul decreto a Mauro Vergari, responsabile del settore delle tlc di Adiconsum. "Il decreto è inaccettabile – ha detto Vergari – innanzitutto perché è un decreto che istituisce una tassa che non ha lo scopo di creare innovazione ma serve soltanto a rimpinguare le casse della Siae. Quindi è una tassazione nascosta e il decreto è un decreto ministeriale, di imposizione, fatto senza passaggi parlamentari e senza aver convocato le parti sociali, tra cui i Consumatori che hanno chiesto più volte al Ministro Bondi di essere convocati. E’ un innalzamento enorme del costo di tutti i prodotti tecnologici, visto che le memorie ormai sono presenti in qualsiasi apparato elettronico compresi frigoriferi e lavatrici che memorizzano i dati per ricordarsi quando accendersi e quando spegnersi".

"E’ una tassa che non ha senso – insiste Vergari – aveva senso quella che c’era fino ad ora perché era soltanto sui prodotti destinati alla registrazione, ma voler tassare prodotti come hard disk, pennette e su supporti che vengono utilizzati dalla stessa pubblica amministrazione che pagherà di più per assistere i propri cittadini. Cercheremo in tutti i modi, con tutte le forme che troveremo, di impedire che venga messo in piedi questo scippo a spese dei consumatori. L’esperienza ci insegna che appena c’è un aumento di questi prodotti, i produttori lo trasferiscono subito sui consumatori. Noi crediamo che il Ministro Brunetta dovrebbe saltare sulla sedia; se da una parte si incentiva l’acquisto di prodotti tecnologici, lo sviluppo della banda larga e l’utilizzo delle tlc da parte di tutti i cittadini e dall’altra si alza il prezzo, è controproducente. Diverso sarebbe stato se questo equo compenso fosse servito per migliorare la rete della banda larga e se fosse stata investita per lo sviluppo della tecnologie in Italia visto che ci sono ancora alcune aree che non sono raggiunte dalla adsl. Così invece è un regalo che viene dato soltanto ad una parte e non è stato fatto neanche un discorso contro la pirateria né di un pear to pear controllato".

Sconcerto e incredulità arrivano anche dal presidente di Confindustria Anie (imprese elettrotecniche ed elettroniche) Guidalberto Guidi. "Il nuovo decreto – si legge in una nota dell’associazione di categoria – stravolge il regime vigente introducendo sostanzialmente una tassa il cui importo cresce proporzionalmente alla capacità di memoria degli apparecchi elettronici. L’industria high-tech è fortemente impegnata in uno sforzo innovativo per offrire ai consumatori apparecchi sempre più performanti a costi di acquisto decrescenti. Questo decreto, al contrario – spiega Guidi – introduce un meccanismo perverso che fa crescere la tassa in ragione delle performance dell’apparecchio e incide, in definitiva, esponenzialmente sul prezzo dei prodotti. E’, a quanto ci risulta, l’unico esempio al mondo di penalizzazione dell’innovazione!"

"Il consumatore inoltre – aggiunge il presidente di Confindustria Anie – é gravemente penalizzato dal nuovo meccanismo, in quanto si vede costretto a pagare almeno tre balzelli (sui contenuti acquistati, sull’apparecchio, sul supporto digitale) per esercitare il proprio diritto ad effettuare una copia di un contenuto digitale acquistato legalmente". Guidi è infine perplesso per "la scelta di non escludere a priori gli apparecchi e supporti professionale dall’ambito del decreto e di lasciare viceversa a Siae il compito di concludere di sua iniziativa eventuali accordi con le categorie interessate".

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