TLC. Eurobarometro: chiamate in roaming in aumento, ma il 72% degli europei è preoccupato dei costi

Tre quarti degli europei si preoccupano dei costi del loro cellulare quando viaggiano nell’UE. Il 72% dei viaggiatori continuano a limitare le loro chiamate in roaming a causa dei costi elevati anche se il 61% sono consapevoli che i prezzi sono calati dal 2006. Solo il 19% delle persone che utilizzano i servizi collegati ad internet sui loro telefonini quando si trovano all’estero ritengono che i costi del roaming per la trasmissione dati (navigazione in internet o controllo delle e-mail) siano equi.

Sono i risultati di un recente Eurobarometro pubblicata oggi dalla Commissione europea; questi dati, insieme ai risultati della consultazione pubblica sul futuro del regolamento roaming, conclusasi l’11 febbraio, verranno utilizzati per la revisione delle attuali regole in materia di roaming, che la Commissione europea dovrà completare entro giugno 2011. L’obiettivo fissato dall’Agenda digitale europea è che le differenze tra le tariffe di roaming e le tariffe nazionali siano prossime a zero entro il 2015.

"Le società di telecomunicazioni devono ascoltare i loro clienti – ha commentato Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea e commissaria responsabile per l’Agenda digitale – I consumatori ritengono che vi siano ampi margini di miglioramento, in particolare per il roaming di trasmissione dati. Come promesso nell’Agenda digitale europea, in materia di roaming voglio garantire soluzioni migliori per i cittadini e per le imprese europee."

Rispetto a 4 anni fa, oggi sono molto più numerosi quelli che utilizzano i loro telefonini quando viaggiano nell’UE. I viaggiatori riferiscono di aver effettuato il 32% in più di chiamate, di averne ricevute il 31% in più e di aver inviato il 43% in più di messaggi dal 2006.

Dall’inchiesta emergono altri dati interessanti sulle abitudini dei viaggiatori europei. Gli uomini, ad esempio, preferiscono le chiamate vocali (57%), le donne i messaggi di testo (56%); ad utilizzare di più i servizi vocali sono i ciprioti (88%), contro il 44% dei viaggiatori britannici; il 32% dei bulgari non utilizzano affatto i loro telefonini all’estero; il 30% dei pensionati e il 15% dei giovani di età compresa tra 25 e 39 non utilizzano affatto i loro telefonini all’estero. L’81% degli svedesi, il 72% degli italiani e il 57% dei greci utilizzano meno i servizi vocali in roaming essendo preoccupati per i prezzi. L’inchiesta dimostra anche che i servizi di roaming per la trasmissione dati (ad esempio navigare in internet o scaricare dati) hanno iniziato a decollare (il 10% degli intervistati si avvalgono di questi servizi). Sono, probabilmente, i giovani ad utilizzare il roaming per la trasmissione dati: preferiscono navigare sul loro telefonino mentre sono all’estero il 15% dei giovani di età compresa tra 15 e 24 anni, a fronte del 6% delle persone con più di 55 anni. Tuttavia, generalmente il prezzo del roaming per la trasmissione dati non è considerato ragionevole (solo il 19% degli intervistati affermano che il costo dei servizi di roaming per la trasmissione dati è equo).

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