TLC. Fastweb ritarda e sospende il servizio: risarcito anche il danno esistenziale

Se un gestore di telefonia sospende in modo illecito il servizio, deve risarcire anche il danno esistenziale. Lo ha stabilito il Giudice di Pace di Grosseto con la sentenza 484/2011 che ha condannato Fastweb a risarcire un utente anche del danno esistenziale. La vicenda ha inizio quando, a marzo del 2008, l’utente chiede il passaggio da un gestore telefonico all’altro. Soltanto dopo mesi di telefonate e grazie all’intervento di Confconsumatori, a novembre 2008, l’utente è stato finalmente trasferito al gestore prescelto; ma quest’ultimo, pur non erogando il servizio, ha emesso fatture pretendendo illecitamente il pagamento. Di fronte al mancato pagamento, ad un mese dall’attivazione del servizio, il gestore sospende senza alcun preavviso scritto l’utenza telefonica, con la scusa dell’insussistente morosità accumulata nei mesi di latitanza del gestore stesso.

Grazie ad un immediato provvedimento d’urgenza reso dal Tribunale di Grosseto il cittadino è riuscito forzosamente a riavere linea telefonica ed adsl. La compagnia telefonica ha ammesso che la morosità non sussisteva annullando le precedenti fatture ma non si è resa disponibile al risarcimento dei danni. Il Giudice di Pace di Grosseto ha condannato Fastweb al risarcimento di 500 euro oltre al pagamento delle spese processuali per 1.200 euro. "Purtroppo questo non è un caso infrequente – commenta l’avvocato Sara Serritiello del foro di Grosseto, che ha difeso il cittadino – e ancora oggi, nell’era della tecnologia delle comunicazioni, nonostante i numerosi provvedimenti dell’Autorità garante, gli sportelli di Confconsumatori continuano a riscontrare vicende simili e comportamenti scorretti da parte dei gestori della telefonia".

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