TLC. Festival di Sanremo, UNC: televoto non sia un bluff

Incombe il prossimo Festival di Sanremo. E a partire dal lancio della campagna per il "televoto pulito", l’Unione Nazionale Consumatori chiede che sia risparmiato lo scandalo dello scorso anno, quando divenne famosa l’immagine dell’orchestra sanremese che stracciò gli spartiti musicali per protestare contro i risultati emersi dalle telefonate. "Almeno il Festival di Sanremo ci risparmi il bluff del televoto", commenta Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, proprio nel giorno della presentazione della manifestazione canora che si svolgerà dal 15 al 19 febbraio.

"Abbiamo rivolto un appello al presidente della Rai, Claudio Petruccioli, e al direttore artistico del Festival, Gianmarco Mazzi, perché non si ripetano – spiega Dona – gli scandali dell’anno passato quando persino l’orchestra si ribellò al televoto manovrato. Faremo recapitare il nostro appello anche al Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, e al presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni Corrado Calabrò, perché attuino ogni necessaria iniziativa a garantire che il televoto abbinato al Festival si svolga regolarmente e non sia solo un’occasione per derubare gli utenti: se si chiede al telespettatore di partecipare, si deve garantire a chi decide di televotare una corretta informazione sui costi del servizio e, soprattutto, regole chiare che impediscano il ricorso ai voti dei call center. Senza dimenticare poi che sull’esito del Festival si può anche scommettere, dunque ogni interferenza esterna deve essere scongiurata".

L’associazione sta conducendo una battaglia sul televoto: proprio nei giorni scorsi ha lanciato la "Petizione per un televoto pulito" presente anche su Facebook.

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