TLC. Frode di 50 milioni di euro ai danni di Telecom Italia. Operazione “Sim’e Napule” della GdF

Scoperta a Napoli una frode dell’ammontare di circa 50 milioni di euro ai danni della compagnia telefonica Telecom Italia. Si è conclusa oggi l’operazione "Sim’e Napule" condotta dalla Guardia di Finanza di Napoli che hanno smascherato un’organizzazione criminale dedita alla abusiva intromissione nel sistema informatico e telematico della società Telecom Italia s.p.a., che consentiva di realizzare una frode ai danni della compagnia telefonica stimato in circa 50 milioni di euro.

La frode consiste:

  • nell’attivazione di numerose sim card telefoniche cellulari (circa 35.000) – intestate in alcuni casi a nomi di fantasia o, spesso, anche a soggetti extracomunitari di difficile identificazione – e nel conseguente accreditamento su di esse di "bonus" di traffico non spettante;
  • nel successivo riversamento dei cospicui volumi di credito telefonico, illecitamente ricaricato sulle schede sim, verso numerazioni non geografiche a tariffazione aggiunta (del tipo 899 – 166 – 892), assegnate a società, riconducibili ai sodali ovvero controllate da soggetti compiacenti, create ad hoc per monetizzare il traffico sottratto illegalmente alla società di telecomunicazioni TIM.

L’attività investigativa delle Fiamme Gialle ha permesso di scoprire che l’accreditamento dei bonus veniva effettuato da personale della stessa società danneggiata ovvero da personale addetto alle pulizie, a mezzo di terminali ubicati presso gli uffici della Telecom Italia Mobile di Napoli, utilizzando login di operatori che al momento dell’effettuazione delle ricariche risultavano spesso assenti. Il provvedimento giudiziario costituisce l’approdo di complesse indagini condotte dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli, del Nucleo Speciale Frodi Telematiche – Gruppo Anticrimine Tecnologico e dalla Squadra Mobile della Questura di Firenze. Le Fiamme Gialle hanno, inoltre, eseguito 16 ordinanze di custodia cautelare che si aggiungono agli 11 provvedimenti restrittivi già eseguiti ad aprile di quest’anno

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