TLC. Grande Fratello, Agcom indaga per le troppe volgarità

A seguito delle denunce dell’Adoc sulla degenerazione del linguaggio e dei comportamenti all’interno del programma Grande Fratello l’Agcom, in particolare la Direzione Contenuti Audiovisivi e Multimediali dell’Authority, ha risposto all’Associazione confermando l’accertamento in corso di eventuali violazioni della normativa sulla tutela dei minori e rispetto dei diritti della persona.

"Apprezziamo l’intervento dell’Agcom, in questa edizione del Grande Fratello sono stati ripetutamente violati linguaggi e comportamenti, violazioni che stanno minacciando l’integrità del nucleo familiare e dei minori – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – violando l’art.21 della Costituzione, dove si afferma il divieto di tutti gli spettacolo contrari al buon costume, e le norme relative alla tutela dei minori. Continuano ad arrivarci migliaia di segnalazioni da parte dei telespettatori sempre più indignati dalle volgarità della trasmissione. Gli stessi telespettatori ci hanno segnalato alcuni episodi di dubbia correttezza relativamente alla gestione del sistema di televoto, che potrebbero inficiare sul risultato dello stesso".

Nel frattempo l’Unione Nazionale Consumatori continua a tenere sotto controllo le modalità di televoto e in relazione al "televoto nel televoto", che è avvenuto nell’ultima puntata del programma, si è rivolta all’Antitrust e all’Agcom: "Dopo una settimana di votazioni del pubblico per scegliere chi tra Biagio D’Anelli, Davide Baroncini e Angelica Livraghi dovesse lasciare il reality, si è aperto un nuovo televoto in diretta per decretare l’eliminato tra i due concorrenti che avevano ricevuto il maggior numero di preferenze (Baroncini e Livraghi). La seconda votazione è un’inutile e dispendiosa duplicazione di voti in quanto i telespettatori si erano già espressi nei sette giorni precedenti alla puntata", afferma il Segretario generale dell’UNC, Massimiliano Dona, che prosegue: "per questo motivo ci siamo rivolti all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e all’Autorità Antitrust denunciando l’irregolarità".

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