TLC. Internet arriva in 100 piccoli Comuni

"Paese vuol dire non esser soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti". Si è scelta questa frase di Cesare Pavese ad apertura del volume "1000 Comuni d’Italia in rete. I primi Cento", presentato oggi a Roma, che è stato realizzato da Ansa e Vodafone nell’ambito del progetto di inclusione della banda larga, lanciato dall’azienda di telefonia a gennaio 2011.

L’obiettivo del progetto è quello di portare Internet a tutti e ovunque: attraverso un massiccio piano di investimenti si porterà la banda larga, via radio, in tutta Italia, includendo così quel 12% di popolazione che non ha ancora accesso alla rete. Coprendo un Comune al giorno, di quelli con meno di 5.000 abitanti, si è già arrivati al traguardo dei primi 100, dando ad altre 100.000 abitanti la possibilità di usufruire di Internet. Oggi, ad esempio, è il giorno di Zelbio, un paesino in provincia di Como. Passando da un borgo medievale ad un paesino ancora rurale, questo progetto permetterà ad un’Italia sconosciuta ai più di entrare nella modernità. E si continuerà così per i prossimi 3 anni fino a raggiungere i 1000 Comuni d’Italia, per eliminare quel "digital divide" che ci posiziona in basso nelle classifiche europee.

"l’Italia è distante dalla media europea – ha affermato Giovanni Barbieri, Direttore Centrale dell’Istat – Ad esempio è al 20° posto rispetto all’accesso ad Internet da casa ed è più o meno allo stesso posto per diffusione della banda larga". Ma i dati sono in netto miglioramento e "tra il 2009 e il 2010 tutti gli indicatori che riguardano l’accesso alle nuove tecnologie hanno mostrato miglioramenti". Il Direttore dell’Istat ha parlato per lo più di un divario territoriale e socio-culturale. Quest’ultimo però si sta riducendo, tanto che la penetrazione di Internet nelle famiglie, dove il capofamiglia è un operaio, ha recuperato 10 punti nell’ultimo anno. C’è poi il divario generazionale, "ma – Barbieri lo ha sottolineato più volte – è soprattutto una questione culturale".

Per questo progetti così sono importanti, perché bisogna investire nella nuove tecnologie e colmare quel deficit di cultura digitale, permettendo alle nuove generazioni di crescere e di essere competitive in un mondo globale. Il digital divide aumenta anche in relazione alla grandezza dei Comuni: mentre non c’è divario sul possesso dei TV color, la distanza si allarga se prendiamo in considerazione l’accesso ad Internet o, ancora di più, il tipo di connessione. Nelle grandi città, infatti, soltanto il 10% delle connessioni è legata ad una linea telefonica, mentre nei piccoli Comuni il dato è molto più alto. Scarso è, poi, l’uso di Internet nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e le amministrazioni comunali hanno una bassa sensibilità verso la cultura digitale: nei Comuni fino a 5.000 abitanti solo il 12% delle amministrazioni comunali offrono ai cittadini la possibilità di effettuare pagamenti online, mentre negli altri Comuni il dato è oltre il 50%.

Ma rispetto a questi dati, il Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, è un po’ critico: "Alcuni di questi dati non mi convincono. L’Europa sbaglia quando parla dell’Italia come di uno Stato arretrato perché strutturalmente le connessioni a banda larga ci sono; è l’utilizzo che è basso, ma questo è un problema culturale. In Italia ci sono quasi 15 miliardi e mezzo di smartphone e questo vuol dire che i due terzi delle famiglie ha una connessione". Il Ministro Romani è stato chiaro: "L’Europa ci penalizza spesso perché ha un’ottica troppo nordica, ma l’Italia non è affatto un paese arretrato".

Il libro presentato oggi porta la bellezza d’Italia nel villaggio globale e mostra una piccola Italia cha viaggia ad una velocità diversa dal resto del Paese, ma che vuol partecipare al processo di sviluppo della modernità.

"Il nostro Paese trae la sua linfa vitale anche da questi piccoli Comuni – ha detto il Presidente del Senato, Renato Schifani, prendendo parte alla presentazione del libro – Ancora oggi noi abbiamo un Paese a due velocità, ma queste non permettono all’Italia di crescere; un progetto che si occupa dei piccoli Comuni è molto importante, perché nell’era della globalizzazione l’accesso alle nuove tecnologie è fondamentale. Dobbiamo raggiungere – ha concluso Schifani – l’obiettivo del Sud in rete".

di Antonella Giordano

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