TLC. Internet, metà degli italiani mai online

I "figli dell’era digitale" rappresentano "un forte potenziale di crescita per l’Europa". E l’intera economia digitale, che conta sulle giovani generazioni cresciute con la tecnologia, può rappresentare un fattore importante per far uscire l’Europa dalla crisi. I progressi ci sono, e sono fotografati dalla Relazione della Commissione europea sulla competitività digitale: oggi il 56% degli europei usa regolarmente internet, l’80% attraverso un collegamento ad alta velocità. Più della metà delle famiglie e oltre l’80% delle aziende si collegano attraverso la banda larga.

E l’Italia? Si distingue per essere uno dei paesi meno attivi sul web. "Solo una minoranza di italiani – si legge nel documento – usa internet su basi regolari e frequenti e la metà della popolazione non ha ancora mai usato internet". E anche i progressi sul coinvolgimento della cittadinanza nelle attività online sono stati graduali. L’Italia, rileva il rapporto, mostra un buon punteggio per quanto riguarda la disponibilità di servizi eGovernment ma rimane ancora indietro nell’eCommerce e nell’uso di internet da casa da parte delle famiglie. In Italia la banda larga è aumentata nel corso del 2008 ma è ancora inferiore di circa quattro punti rispetto alla media dell’Europa a 27. La velocità di connessione alla banda larga raggiunge in maggioranza i 2 MB/sec ma "la percentuale di famiglie connesse a internet rimane una delle più basse in Europa. Nonostante la cifra sia raddoppiata in due anni – si legge nel rapporto – meno di una famiglia su tre ha una connessione a banda larga".

Proprio lo sviluppo dell’economia digitale è, secondo la Commissione, fondamentale per riprendersi dalla crisi economica. I giovani europei sono la punta più avanzata nell’uso della Rete, specialmente quelli fra i 16 e i 24 anni: il 73% usa regolarmente servizi avanzati per creare e condividere contenuti online, il doppio della media della popolazione dell’Ue (35%). Il 66% degli europei di meno di 24 anni usa Internet ogni giorno, rispetto alla media dell’Ue del 43%. Si tratta di una "generazione digitale" che per il 33% non vuole assolutamente pagare per scaricare o guardare online musica e video, anche se fra i giovani quanti hanno pagato per ottenere questi servizi sono il doppio rispetto al resto della popolazione (10% degli utenti giovani, rispetto alla media Ue del 5%). E sono sempre i più giovani coloro che sono disposti a pagare per avere un servizio di qualità superiore.

Non mancano i punti deboli: un terzo dei cittadini dell’Unione non ha mai usato internet e solo il 7% dei consumatori ha fatto acquisti online in un altro Stato europeo. L’Europa è inoltre indietro, rispetto a Stati Uniti e Giappone, per investimenti in ricerca e sviluppo nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Per Viviane Reding, commissaria dell’Ue responsabile della società dell’informazione e dei media "i governi devono prendere l’iniziativa e adottare politiche coordinate per eliminare le barriere che ostacolano i nuovi servizi. Dovremmo cogliere l’opportunità di una nuova generazione di europei che ben presto deciderà le sorti del mercato europeo – ha detto – Questi giovani usano molto Internet e sono inoltre utenti molto esigenti. Per sfruttare il potenziale economico di questi "figli dell’era digitale" dobbiamo garantire che l’accesso ai contenuti digitali sia semplice ed equo".

LINK: Europe’s Information Society

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