TLC. Italia-programmi.net, Antitrust: stop alla pratica scorretta e ai solleciti di pagamento

Chi è cascato nella trappola di Easydownload, di sicuro scoprirà subito il trucco, ma i truffatori della rete non si fermano. Il caso di www.italia-programmi.net, un altro sito da cui si possono scaricare software "all’apparenza" gratuiti era stato sollevato dall’Aduc già lo scorso giugno. Alla luce delle numerose segnalazioni arrivate all’Antitrust, l’Autorità ha aperto un’istruttoria nel mese di luglio, per verificare l’eventuale pratica commerciale scorretta messa in atto dalla società Estesa Limited, cui il sito in questione fa capo.

Oggi arriva la decisione dell’Antitrust che ha intimato alla società di sospendere ogni attività diretta a pubblicizzare su Google Adwords o su altri strumenti di pubblicità online, in via diretta o indirettamente tramite siti ponte, la fruizione gratuita di software scaricabili dal sito www.italia-programmi.net. La società dovrà chiarire sul suo sito che si tratta di un servizio a pagamento e dovrà sospendere ogni attività di sollecito del pagamento del presunto abbonamento annuale nei confronti di quei consumatori che hanno comunicato di non aver mai voluto sottoscrivere un abbonamento, non essendosi neppure resi conto della natura onerosa del servizio offerto.

Dalle denunce giunte all’Antitrust si evince che il meccanismo è lo stesso di Easydownload: digitando sul motore di ricerca Google il nome di un determinato software accompagnato dalla parola "gratis" o "gratuito" o "free", appare come primo risultato il link www.italia-programmi.net. Selezionando il link, il consumatore viene indirizzato ad un sito dove sotto la dicitura "SCARICALO SUBITO" vengono richiesti i dati personali utili alla registrazione. Una volta inseriti i propri dati, il consumatore sottoscrive, sostanzialmente a sua insaputa, un contratto biennale con la società Estesa Ltd, con sede nella Repubblica delle Seychelles, per la fornitura di software al costo annuale di 96 euro da pagare anticipatamente una volta l’anno.

La pagina di registrazione riporta i termini dell’abbonamento con un’evidenza grafica non sufficiente ad una loro immediata percezione, specie se si tiene conto della modalità con cui i consumatori vi vengono indirizzati. In sostanza il consumatore è indotto a credere che si tratti di un servizio gratuito. Decorso il tempo per il recesso, e a volte anche prima di tale termine, senza dare al consumatore alcuna previa conferma del perfezionamento del presunto contratto, la società Estesa Ltd inizia a sollecitare i pagamenti e minaccia l’esperimento di azioni legali in caso di mancato adempimento, prefigurando a carico del consumatore ingenti costi aggiuntivi non quantificati né quantificabili, aggiungendo, fin da subito, spese ulteriori rispetto al canone di abbonamento, a titolo di sollecito.

Solo tra il 2009 e il 2011 l’Antitrust ha irrogato oltre 5 milioni di euro di multe per comportamenti scorretti che, attraverso il meccanismo della registrazione sui siti, inducevano i consumatori a sottoscrivere, in modo inconsapevole, contratti di fornitura di servizi vari.

L’Aduc esprime soddisfazione per il primo effetto sortito dalla sua denuncia, ma fa sapere che le telefonate e le lettere di chi è incappato in questa truffa continuano a spron battuto. Secondo l’Associazione, quindi, "non basta un’intimazione fatta da un’Autorità italiana ad una società che ha sede nelle Seycelles, ma occorre anche un multa che penalizzi il comportamento scorretto". Non solo: occorre che sia intimato il rimborso per coloro che, in buona fede, hanno già versato i 96 euro che questa società aveva loro chiesto col metodo oggi riconosciuto commercialmente scorretto.

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