TLC. Larga banda, libertà della rete: l’associazione Provider indipendenti scrivono a Viviane Reding

L’Associazione Provider Indipendenti (Aiip, Anti Digital Divide, Assoprovider, Voipex) rappresentativa delle PMI impegnate nel settore delle Comunicazioni lanciano un appello a Viviane Reding, Commissario Europeo per la Società dell’Informazione ed i Media, ed ai cittadini per la libertà della televisione via cavo IPTV, affinchè sia garantito il diritto degli utenti di scegliere liberamente e disgiuntamente i propri fornitori di accesso, di contenuti e di servizi larga banda.

L’appello è finalizzato a garantire il diritto degli utenti di scegliere liberamente e disgiuntamente i propri fornitori di accesso a Internet, di contenuti e di servizi su larga banda. In assenza di norme regolatorie, infatti, Telecom Italia, già dominante sull¹accesso Internet, potrebbe creare un monopolio anche sul nascente servizio di televisione via cavo IPTV, con grave danno per la concorrenza, il pluralismo e per i consumatori.

Questo pericolo può essere facilmente evitato imponendo e facendo rispettare, come è nei poteri di AGCom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), due semplici regole:

  • il soggetto che detiene a monte un rilevante potere di mercato nell¹accesso a larga banda deve essere obbligato ad interconnettere, ai diversi livelli, la sua rete di distribuzione dei contenuti con quelle dei concorrenti.
  • deve essere fatto rispettare, anche per la rete di distribuzione di contenuti IPTV, la regola, già in vigore per le altre piattaforme televisive, di separazione strutturale tra la rete e i contenuti.

Il provvedimento proposto dall’Authority per quanto riguarda le tradizionali modalità di diffusione radiotelevisiva, è improntato alla tutela del mercato, degli utenti ed al rispetto delle normative comunitarie.

Per la televisione via cavo l’AGCOM ha ritenuto che il mercato sarebbe "emergente" e, dunque, non sussistendo oggi posizioni dominanti, non vi sarebbe alcun bisogno di provvedimenti per garantire la concorrenza. Le associazioni Provider Indipendenti (Aiip, Anti Digital Divide, Assoprovider e Voipex) ritengono che tale considerazione sia sbagliata e profondamente lesiva non solo della concorrenza, ma anche della pluralità di informazione e dei diritti costituzionali.

A tal proposito le Associazioni hanno invitato il Commissario Viviane Reding ad esercitare le proprie prerogative per fare in modo che la regolamentazione della TV via cavo IP sia inserita nel provvedimento di regolamentazione del mercato 18 (Servizi di diffusione radiotelevisiva per la trasmissione di contenuti agli utenti finali).

Aiip, Anti Digital Divide, Assoprovider e Voipex esortano la società civile a sottoscrivere l¹appello per la libertà di televisione via Internet pubblicato su www.regoleperiptv.it affinchè vengano rispettati i principi di libera concorrenza e di libertà di scelta degli utenti e non si finisca per creare, anche nel settore della IPTV, un regime che freni l’innovazione e ostacoli la concorrenza.

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