TLC. Legge Gasparri, Commissione Ue avvia procedura di infrazione

Via libera di Bruxelles alla procedura di infrazione contro l’Italia in merito alla legge Gasparri. La Commissione Ue ha deciso di inviare al governo Prodi una "lettera di avviso formale" in cui si chiedono chiarimenti su alcuni punti della riforma del sistema televisivo sospettati di non essere compatibili con le regole europee sulla concorrenza.

In particolare – si legge in una nota – l’Esecutivo europeo é preoccupato per l’introduzione nella legge Gasparri di "ingiustificate restrizioni" alla fornitura di servizi nel settore delle trasmissioni televisive, attribuendo "ingiustificati vantaggi" agli operatori già esistenti. La lettera inviata a Roma è il primo passo della procedura di infrazione. Ora l’Italia ha due mesi di tempo per rispondere alla Commissione.

La procedura di Bruxelles nasce da una denuncia dell’associazione Altroconsumo, secondo cui la riforma Gasparri viola le direttive europee sul settore televisivo nel momento in cui avvantaggia gli operatori esistenti nel passaggio dal sistema analogico a quello digitale. Secondo la Commissione – come si legge nella nota dell’Esecutivo europeo – la legge Gasparri può realmente precludere l’accesso al digitale terrestre di nuovi operatori che attualmente non sono attivi nel campo delle trasmissioni analogiche, impedendo loro di sperimentare le nuove tecnologie e di creare dei propri network digitali.

Inoltre, secondo Bruxelles la legislazione italiana consente l’occupazione delle frequenze da parte degli operatori dominanti: infatti tali operatori attivi nell’analogico possono acquisire ulteriori frequenze per la sperimentazione delle trasmissioni digitali, e hanno quindi la possibilità di trasmettere contemporaneamente sia sull’analogico che sul digitale. Infine, la legge nel mirino della Commissione consente agli operatori dominanti di mantenere il controllo sulle frequenze e sulle reti per le trasmissioni analogiche fino al momento in cui passeranno al digitale terrestre , privando gli operatori concorrenti di beneficiare delle nuove tecnologie.

Anche il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) esprime soddisfazione per la procedura di infrazione avviata dalla Commissione Europea contro l’Italia in merito alla legge Gasparri."Dopo anni di proteste e ricorsi dell’associazione – dichiara Francesco Luongo, responsabile del Dipartimento TLC del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) – per i regali dello Stato ai produttori di decoder per il DTT (contributi statali pari a circa 220 milioni di euro in due anni), finalmente l’Unione Europea interviene contro lo scandalo della legge Gasparri. Quest’ultima garantiva, infatti, sulla nuova tv digitale terrestre un nuovo monopolio (Rai, Mediaset e La7), alla faccia del pluralismo tanto sbandierato dall’ex ministro Gasparri".

"Anche la parte della legge dedicata alla spartizione delle frequenze, conclude Luongo – che costituiva un danno per i nuovi operatori e un vero e proprio ostacolo alla libera concorrenza cade finalmente sotto i colpi dell’Ue".

 

 

 

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