TLC. Mediaset Premium, nuovi canali cinema: Antitrust multa RTI per 130 mila euro

La lettera che arrivava ai consumatori sembrava una semplice pubblicità volta a promuovere due nuovi canali Mediaset Premium Cinema, chiamati Cinema Energy e Cinema Emotion, ma in realtà conteneva variazioni tariffarie e rappresentava dunque una variazione contrattuale di fronte alla quale scattava il meccanismo di silenzio-assenso: bisognava comunicare la volontà di recedere o continuare a usare il pacchetto base, altrimenti scattava l’aumento di prezzo, peraltro diviso in due tipologie a seconda delle clientela. Ma appunto la modalità di comunicazione è stata ritenuta talmente ambigua – "i consumatori sono stati indotti a pensare di trovarsi di fronte ad una semplice pubblicità mentre di fatto hanno subito inconsapevolmente l’aumento del prezzo dell’abbonamento" – da essere ritenuta pratica commerciale scorretta da parte dell’Antitrust che, su segnalazione dei consumatori e delle associazioni Altroconsumo, Movimento Consumatori, Codacons e Adiconsum, ha deciso una sanzione di 130 mila euro.

La promozione è stata avviata da RTI (Reti Televisive Italiane SpA) fra novembre e dicembre 2009. Spiega l’Antitrust: "RTI nel mese di novembre 2009 ha iniziato a portare a conoscenza dei suoi abbonati l’introduzione nel pacchetto Gallery di due nuovi canali cinema con un aumento del prezzo dell’abbonamento di 2 o 4 euro al mese, a seconda la tipologia di abbonati a cui si rivolgeva, attraverso l’invio di una comunicazione di analogo contenuto, caratteristiche e modalità. Le numerose segnalazioni pervenute da parte di consumatori nonché di associazioni di consumatori hanno messo in luce come molti utenti Mediaset Premium si sono resi conto della modifica del servizio televisivo e dell’aumento del suo costo in realtà solo a variazione avvenuta". Infatti nella lettera non si accennava ad aumenti di prezzo e si rimandava a un volantino.

Commenta l’Antitrust: "Per l’aspetto grafico e per il tono descrittivo, il consumatore percepisce detta comunicazione e il volantino allegato come una semplice forma di pubblicità volta a promuovere i nuovi servizi e non capisce di trovarsi invece davanti a una vera e propria comunicazione ufficiale, effettuata dal professionista a seguito di una variazione contrattuale che comporta un aumento del corrispettivo e sulla quale il consumatore è chiamato a esprimere un eventuale consenso". Invece "l’introduzione dei due nuovi pacchetti cinema, comportando un aumento del prezzo dell’abbonamento, realizza una vera e propria variazione tariffaria che va comunicata senza ambiguità, qualificandola chiaramente come tale ai consumatori interessati e assicurando loro il diritto di recesso senza oneri". Da qui la sanzione di 130 mila euro.

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