TLC. Milano, Infopoverty 2009: le nuove tecnologie per rispondere alle sfide del Millennio

Dopo 15 anni di rivoluzione digitale, otto anni di Infopoverty World Conference, centinaia di presentazioni e di best practice, la comunità internazionale sembra ormai definitivamente convinta che un uso strategico e intelligente delle ICT – e delle nuove tecnologie in generale – possa rappresentare un elemento cruciale per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals) entro il 2015.

E’ quanto emerso nella giornata organizzata dalla Rappresentanza del Parlamento europeo a Milano in occasione della nona edizione di Infopoverty 2009, la conferenza mondiale sulle tecnologie dell’informazione applicate allo sviluppo organizzata da OCCAM – la struttura dell’Unesco per la promozione dello sviluppo tecnologico e servizi come la telemedicina, l’e-learning e l’e-government – che tra i tanti temi affrontati, lancia dal capoluogo lombardo sede dell’Expo 2015, due progetti in tema con l’esposizione universale che avrà come filo conduttore "Nutrire il mondo, Energia per la vita".

Il primo progetto riguarda la realizzazione di un Centro di fitopatologia e parassitologia e di un laboratorio di veterinaria in collaborazione con l’Università di Milano, che fornirà a Paesi del Sud del mondo le proprie conoscenze attraverso le più avanzate tecnologie digitali.

Il secondo progetto mira invece a mettere in collegamento il distretto tecnologico-universitario di Lodi con l’Ict-Millennium Village di Sambaina, in Madagascar e prevede scambi fra i rispettivi ospedali, scuole e poli tecnologici, grazie alle tecnologie informatiche e della comunicazione create nell’isola africana da Occam.

Nel corso degli interventi è stato sottolineata l’importanza di indirizzare l’azione verso i Paesi dell’Africa Subsahariana, non limitandosi alla semplice esportazione di tecnologie, ma inserendo l’intervento in un contesto in cui l’Ict diventa un bene durevolmente disponibile.

"E’ importante che questi processi di innovazione tecnologica siano in grado di crescere e far crescere, altrimenti si rischierebbe di replicare una sorta di neo-colonialismo tecnologico", ha spiegato Stefano Cacciaguerra, del Ministero degli Esteri.

Infopoverty 2009, che si svolge in collegamento con il Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, ha visto tra i protagonisti di questa edizione anche il sistema sanitario lombardo.

"Vogliamo proseguire come stiamo già facendo – ha dichiarato Luciano Bresciani, l’assessore regionale alla Sanità – a condividere ed esportare il nostro know how, sviluppato anche attraverso alleanze internazionali a disposizione dei Paesi emergenti attraverso varie forme di collaborazione, a partire dalle Regioni che condividono con noi un alto livello di prestazioni e la convinzione della fondamentale importanza per lo sviluppo sanitario dell’ICT e delle sue applicazioni".

Per creare una macro area europea per lo sviluppo tecnologico, oltre alle intese con le Regioni italiane sono in via di perfezionamento nuovi accordi con le Regioni europee (Rhone Alpes, Andalusia, Catalogna, etc.) o Stati come Israele, per affrontare anche il trattamento della cronicità, la vera sfida per i prossimi anni che consente di accedere ai finanziamenti europei in ricerca&sviluppo.

"Questa è la strada da percorrere – ha concluso Bresciani: abbandonare il solismo e lavorare d’orchestra per esportare sempre più le nostre conoscenze verso i Paesi in via di sviluppo".

a cura di Flora Cappelluti

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