TLC. Multa Antitrust a Mediaset Premium, la reazione delle AACC

Le associazioni dei consumatori reagiscono con sfumature diverse alla multa di 200 mila euro dell’Antitrust a RTI per pratica commerciale scorretta relativa alle modalità di gestione delle richieste di recesso e disdetta dei contratti annuali per i servizi Mediaset Premium: sottolineano la bontà del fatto che siano state accolte le richieste dei consumatori ma anche l’importo modesto della multa, nonché la necessità di un intervento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nel settore delle pay tv.

Il Codacons, ad esempio, ritiene la multa una "importante vittoria dei consumatori", forte anche della diffida che era stata inviata lo scorso anno a RTI, Antitrust e Agcom nella quale si denunciavano i comportamenti scorretti dell’azienda con riferimento proprio alle modalità di recesso e disdetta dei servizi Mediaset Premium. Scriveva il Codacons che "sebbene i consumatori abbiano legittimamente esercitato nei modi e nei termini stabiliti il diritto di recesso Mediaset Premium continua a prelevare illegittimamente il canone di abbonamento televisivo dal loro conto corrente bancario, interrompendo peraltro il servizio dalla data del recesso". Commenta il vicepresidente Codacons Gianluca Di Ascenzo: "Non possiamo che essere soddisfatti per la sanzione dell’Antitrust, che tuttavia appare di importo modesto, specie se commisurata agli introiti di RTI. Invitiamo i clienti Mediaset Premium a rivolgersi alle nostre sedi qualora dovessero perdurate gli illeciti nelle richieste di recesso e disdetta dei contratti annuali, al fine di far valere i propri diritti".

Per l’Aduc, il commento è tranchant: si tratta di una multa ridicola. Scrive l’associazione che la notizia della multa dovrebbe essere di conforto ma "si ridimensiona subito quando leggiamo che la multa è di 200.000 euro. Ridicola! E non solo perché per tutti i gestori di servizi di Tlc che agiscono quotidianamente nello stesso modo, è un incentivo a continuare: costa molto meno di una qualunque pubblicità e la redditività è molto alta. Considerando una media di 100 euro a utente, per riprendersi i soldi della multa a RTI è sufficiente che si comporti in questo modo con altri 1.000 suoi abbonati". Conclude l’Aduc: "Se invece di 200.000 euro le multe fossero di 200 milioni di euro o di due miliardi, o di una x percentuale sul fatturato lordo, la musica sarebbe diversa".

Il Movimento Difesa del Cittadino chiede l’intervento urgente dell’Agcom. Commenta Francesco Luongo, responsabile Servizi a rete MDC: "Finalmente l’Antitrust è intervenuta in un settore quale quello delle pay tv italiane dove il recesso è diventata una vera e propria odissea" . E aggiunge: "La disciplina dell’Agcom in materia di recesso dettata dalla Delibera 278/04/CSP è ormai antiquata ed è stata di fatto aggirata dalle aziende di pay tv, come dimostra la sanzione dell’Antitrust ai danni di RTI, con tutta una serie di comportamenti ostruzionistici consistenti soprattutto nel ritardare la disattivazione del servizio continuando ad effettuare ulteriori addebiti ai clienti, spesso sollecitati per mesi al pagamento di ingiuste penali anche tramite società di recupero crediti. A questo punto – conclude Luongo – auspichiamo un intervento d’urgenza dell’Agcom nel settore pay tv con la convocazione di un Tavolo tra Associazioni dei consumatori e Operatori al fine di ristabilire un quadro di maggiore tutela per gli utenti in materia di recesso".

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