TLC. Nella telefonia la liberalizzazione ha funzionato

Nella telefonia la liberalizzazione ha funzionato: il mercato della telefonia mobile in Italia è uno dei più competitivi al mondo: dal 2002 a fine marzo 2010 più di 24 milioni di utenti hanno cambiato gestore e lo hanno fatto in tempi ristretti (3 giorni) trasferendo il credito residuo. L’inflazione, poi, ha toccato tutti i settori tranne quello delle telecomunicazioni che è stato l’unico servizio con una dinamica anti inflattiva. Dal 1995 ad aprile 2010 l’indice dei prezzi al consumo del settore è diminuito da 100 a 69.

Si è aperta così la Relazione annuale dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presentata oggi a Roma dal Presidente Corrado Calabrò. Il panorama italiano delle tlc appare, dalle parole di Calabrò, complesso e variegato: competitivo da un lato, arretrato dall’altro.

L’arretratezza sta nel non aver ancora elaborato un’Agenda digitale, come invece ha fatto l’Europa qualche settimana fa, con l’obiettivo di realizzare un mercato digitale europeo alimentato da reti internet ultraveloci e da applicazioni interoperabili.

E l’Italia? Ogni anno i volumi di traffico di rete crescono vigorosamente, ma il Paese è ancora poco digitale e la rete attuale presenta varie situazioni di saturazione sia per la rete fissa che per la mobile. "Il futuro – si legge nella Relazione – presuppone l’ultra banda, le reti di nuova generazione in fibra ottica con capacità di trasmissione sopra i 50 Mbit/s".

L’Italia è ancora il fanalino di coda nel commercio e nei servizi elettronici; le nostre imprese vendono poco sul web e il Paese è penultimo in Europa per esportazioni legate all’ICT. Dall’altra parte, invece, i consumatori italiani utilizzano Internet per fare acquisti: l’UE ha rilevato che l’Italia ha il record di acquisti on line dei biglietti di treno e di aereo. Ma se l’Italia vuole essere on line deve rimuovere le remore mentali e azzerare i balzelli digitali. E su questo, le varie Autorità di settore e il Governo devono collaborare.

Il Presidente dell’Agcom ha dedicato una parte del suo discorso al passaggio dalla tv analogica a quella digitale: alla fine del 2010 il 70% dlle famiglie sarà digitalizzato. Ma il settore televisivo italiano resta tripartito: Rai-Mediaset-Sky, con gli altri operatori minori e le tv locali che faticano a trovare spazi concorrenziali. Ci siamo battuti affinché la produzione indipendente di contenuti audiovisivi venga tutelata. Calabrò ha ricordato che il mese scorso l’Autorità ha approvato il piano delle frequenze che libera risorse per le tv nazionali (con 5 nuovi multiplex a gara), per l’alta definizione, per le tv locali (con almeno 13 mux, che corrispondono a 65 programmi locali per ogni Regione), per la radio e libera 9 canali tv da destinare alla banda larga wireless.

L’Italia è il secondo Paese europeo per diffusione della banda larga mobile, ma se non si interviene rapidamente, con il tasso attuale degli smartphones, la nostra rete mobile rischia il collasso. Presto saranno disponibili circa 300 Mhz da mettere all’asta per la banda larga.

E sul fronte della tutela del consumatore? L’Agcom è intervenuta ripetutamente per reprimere comportamenti scorretti e campagne pubblicitarie ingannevoli che danno effimeri benefici e danneggiano la credibilità del settore. Ad esempio ha preteso che ogni operatore introduca un piano tariffario al secondo, non più a scatti, con un prezzo massimo degli SMS.

"L’utente – si legge nella Relazione – deve avere il controllo della spesa telefonica; non possono esserci automatismi che portino a bollette esorbitanti. Abbiamo introdotto un sistema di accreditamento di motori di ricerca che faciliti il confronto delle tariffe telefoniche".

Calabrò ha annunciato che da ottobre sarà possibile scaricare un software sviluppato dall’Autorità, che permetterà all’utente di misurare la qualità della propria connessione a banda larga. Importante, infine, è stato il conferimento di ulteriori deleghe ai Co.re.com. che diventano i garanti e mediatori tra le istituzioni regionali, gli operatori del settore e i cittadini. Nel 2009 le istanze presentate dagli utenti ai Co.re.com. sono state oltre 43.000 e l’efficacia del processo di conciliazione è aumentata fino al 62%. "E’ un modello paragiurisdizionale che funziona – ha detto Calabrò – come riconosciuto anche dalla Corte di giustizia europea".

Nel 2009 l’Agcom ha irrogato un totale di 5,2 milioni di euro di sanzioni, con un numero di procedimenti sanzionatori doppio rispetto al 2008. Un grazie, per questo, è andato alle Associazioni dei consumatori.

di Antonella Giordano

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