TLC. Noatel, Mdc invia lettera a Ministero Sviluppo economico e Agcom contro gioco-truffa

Indovini la canzone (molto famosa) e vinci fino a 10 mila euro. Peccato che il gioco si risolvesse in un inganno per i consumatori che, dopo aver chiamato di fatto numeri a sovrapprezzo, si vedevano recapitare bollette elevatissime per aver telefonato al gioco televisivo, andato in onda a luglio-agosto 2010. Il Movimento Difesa del Cittadino vuole vederci chiaro e ha inviato una lettera al Ministero dello Sviluppo economico e all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, chiedendo quali azioni siano state intraprese per mettere fine a questo tipo di truffe e "se l’Organo vigilante e l’Agcom non credono di dover porre in essere una sospensione dell’assegnazione di tali numerazioni, utilizzate a fini truffaldini, spesso da parte degli stessi soggetti, operanti nelle stesse aree geografiche".

Nella lettera, l’associazione sottolinea di aver avuto diverse segnalazioni da parte degli utenti che hanno partecipato al gioco tv di Noatel. "Per partecipare, occorreva telefonare al n. 895050 da rete fissa e altri 899 da rete mobile – scrive il presidente Antonio Longo – Circa 100mila utenti hanno effettuato le telefonate, che hanno avuto durata almeno di 5 minuti ciascuna, spesso più volte reiterate a causa dell’attesa in cui veniva posto il chiamante. Questo gioco ha provocato pesanti addebiti in bolletta da parte di Telecomitalia a carico degli utenti partecipanti e inconsapevoli della vera e propria truffa perpetrata dal meccanismo del gioco".

Fra l’altro, un insieme di elementi rendeva particolarmente ingannevole il gioco: le canzoni erano molto conosciute, quindi era prevedibile che molti avrebbero "tentato la fortuna"; la chiamata andava subito a buon fine ma seguiva un’attesa che faceva esaurire i 5 minuti disponibili, costringendo a una ulteriore telefonata; il costo della telefonata veniva addebitato immediatamente; non erano trasparenti i costi.

"A seguito delle nostre richieste di chiarimenti sul contenzioso determinatosi con gli utenti – scrive Mdc – Telecomitalia ci ha informato delle varie azioni di segnalazione all’Agcom e al Ministero fatte a carico di Noatel, che è stata oggetto anche di una denuncia-querela presentata alla Procura della Repubblica di Padova". Da qui la richiesta dell’associazione di "permettere al gestore telefonico di non fatturare al cliente importi contestati in presenza di una denuncia penale e fino alla conclusione dell’indagine".

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