TLC. Norme Ue per garantire che i servizi di soccorso possano localizzare le chiamate

"Abbiamo avviato procedimenti in un settore molto importante per i cittadini dell’UE, vale a dire le informazioni sulla localizzazione del chiamante per il numero di emergenza 112", ha dichiarato la Commissaria per la Società dell’informazione e i media, Viviane Reding. "Poter localizzare le chiamate di emergenza può salvare vite umane e per questo sollecito gli Stati membri a non perdere altro tempo e ad apportare i cambiamenti necessari per poter archiviare questi procedimenti e tutti gli altri casi ancora in sospeso."

Nell’attuale tornata di azioni la Commissione ha avviato 13 nuovi procedimenti nei confronti degli Stati membri: 11 di questi riguardano la mancata messa a disposizione delle autorità incaricate dei servizi di soccorso di informazioni sulla localizzazione del chiamante in Grecia, Irlanda, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Ungheria, Paesi Bassi, Portogallo e Slovacchia. L’intervento fa seguito alla pubblicazione dell’undicesima relazione sull’applicazione della normativa comunitaria nel settore delle comunicazioni elettroniche (cfr.IP/06/188), nella quale si affermava che la Commissione avrebbe intrapreso immediatamente un’azione se gli Stati membri non avessero risolto al più presto questo problema.

Degli altri due procedimenti avviati, uno riguarda la Lettonia e il recepimento incompleto nel diritto nazionale del meccanismo di notifica alla Commissione (noto anche come procedura ai sensi dell’articolo 7, cfr. MEMO/06/59) dei progetti di decisione formulati dopo l’analisi della situazione della concorrenza nei vari mercati delle comunicazioni elettroniche; l’altro interessa l’Estonia e l’offerta di riferimento dell’operatore dominante ad altri operatori affinché possano connettere le proprie apparecchiature alle linee degli utenti presso la centralina di scambio locale (la cosiddetta disaggregazione o unbundling), che si rivela incompleta. Questa settimana la Commissione ha inoltre deciso di inviare un parere motivato al Belgio e alla Polonia per non averle ancora notificato le analisi dei mercati previste dal quadro normativo del 2002 sulle comunicazioni elettroniche. Queste analisi servono per verificare se nei mercati delle telecomunicazioni ci sia una vera concorrenza. Per questo motivo nell’ottobre 2005 la Commissione ha avviato una serie di procedimenti di infrazione nei confronti degli Stati membri (cfr. IP/05/1269 e MEMO/05/372). La Commissione sta ancora seguendo con attenzione il processo di notifica delle analisi nel caso di Cipro, Lettonia, Lussemburgo, Repubblica ceca ed Estonia, che hanno trasmesso le prime notifiche solo dopo l’avvio dei procedimenti di infrazione in ottobre.

Alla Slovenia verrà inviato un parere motivato riguardo alla portabilità del numero (cioè la possibilità di mantenere lo stesso numero telefonico quando si cambia operatore), che non è ancora completamente disponibile (cfr. IP/05/875). Un altro elemento importante di questa nuova tornata di procedimenti di infrazione è la conformità alle norme UE sul servizio universale nel settore delle telecomunicazioni. Tali norme garantiscono agli utenti alcuni servizi basilari (servizi di connessione e di telefonia in postazioni fisse, telefoni pubblici a pagamento, servizi di informazioni telefoniche e, se necessario, misure per le persone disabili) definendo livelli minimi per quanto riguarda la disponibilità e l’accessibilità in termini di costi. A tal fine gli Stati membri possono designare una o più imprese incaricate di fornire i servizi universali; la direttiva stabilisce che nessun operatore di telecomunicazioni dovrebbe a priori essere escluso dalla possibilità di essere designato. Nel luglio 2005 la Commissione ha manifestato timori sul corretto recepimento di questo principio nel diritto interno di Ungheria, Finlandia e Francia (cfr. IP IP/05/875).

La Commissione ha ora deciso di archiviare il procedimento di infrazione nei confronti dell’Ungheria, dopo che lo Stato membro ha assicurato che diversi operatori erano in grado di fornire i singoli elementi obbligatori del servizio universale. I servizi della Commissione continueranno comunque a vigilare attentamente sull’applicazione di queste norme in Ungheria. La Finlandia, nella lettera di risposta alla lettera di diffida inviatale, ha fatto sapere di voler modificare la legislazione nazionale per tener conto dei timori espressi dalla Commissione riguardo al servizio universale. Rimane ancora la Francia, nei cui confronti la Commissione ha deciso, questa settimana, di inviare un parere motivato perché la normativa francese continua a limitare a priori la designazione come fornitori del servizio universale ai soli operatori in grado di prestare tale servizio su scala nazionale.

Oltre all’Ungheria, la Commissione ha archiviato altri otto procedimenti a seguito delle misure adottate dagli Stati membri interessati. Quattro casi che coinvolgevano la Grecia sono stati archiviati dopo che la Grecia ha comunicato alla Commissione i provvedimenti adottati per il recepimento nel diritto nazionale del quadro normativo sulle comunicazioni elettroniche (cfr. IP/04/510). Dopo l’adozione della nuova normativa in Austria, un procedimento per mancata conformità è stato chiuso (cfr. IP/05/430). Anche i procedimenti avviati nei confronti della Slovenia e dell’Estonia riguardanti il mantenimento di obblighi normativi transitori fino alla completa attuazione del quadro normativo UE (cfr. MEMO/05/478) sono in via di archiviazione, come pure il procedimento sull’indipendenza dell’autorità nazionale di regolamentazione della Finlandia (cfr.IP/05/1585).

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