TLC. Numero d’emergenza 112, Bruxelles archivia procedimento contro l’Italia

La Commissione europea ha archiviato il procedimento di infrazione in corso da tempo contro l’Italia, per la non corretta applicazione delle norme sul numero unico di emergenza europeo 112. La localizzazione delle chiamate è cruciale per un intervento tempestivo in caso di emergenza, in particolare per le telefonate effettuate da telefoni cellulari, quando chi chiama potrebbe non essere in grado di indicare la propria posizione (ad es. in zone non frequentate abitualmente).

Nel 2006 la Commissione Europea ha aperto un procedimento di infrazione contro l’Italia; a gennaio 2009 la Corte di giustizia dell’UE ha sancito che l’Italia non aveva rispettato l’obbligo di consentire l’accesso da parte delle autorità che gestiscono le chiamate di emergenza alle informazioni sulla localizzazione delle chiamate al numero unico di emergenza europeo 112. A maggio 2010 la Commissione, constatata l’assenza di progressi significativi nella realizzazione dei piani proposti dalle autorità italiane per soddisfare le richieste della Corte, ha adito alla Corte di giustizia una seconda volta chiedendo sanzioni per l’Italia. Nell’estate 2010, l’Italia ha introdotto un sistema di informazione nazionale provvisorio per l’identificazione delle chiamate sia per la telefonia fissa, sia per quella mobile, capace di trasmettere in pochi secondi alle autorità preposte alla pubblica sicurezza i dettagli dell’area in cui si trova il chiamante. Le autorità italiane stanno anche sviluppando un sistema più avanzato per la gestione delle chiamate di emergenza al fine di allinearsi alle disposizioni più rigorose in materia di numero unico europeo 112 stabilite dalle nuove norme UE nel settore delle comunicazioni, che saranno operative a partire dal 25 maggio 2011. Da qui la decisione della Commissione di archiviare il procedimento di infrazione.

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