TLC. Oscuramento RAI, Altroconsumo deposita ricorso al Tribunale di Roma

Altroconsumo ha depositato un ricorso d’urgenza presso il Tribunale di Roma per l’oscuramento del servizio pubblico RAI. L’accusa: privare gli utenti della visione dei programmi viola il Testo Unico sulla radiodiffusione, il contratto di servizio e la delibera 481/06/ CONS dell’Autorità garante per le comunicazioni, norme che impongono al servizio pubblico di trasmettere su tutte le piattaforme esistenti.

"L’oscuramento delle trasmissioni del servizio pubblico radiotelevisivo RAI è una pratica commerciale scorretta, lesiva dei diritti e degli interessi collettivi dei consumatori utenti – denuncia Altroconsumo – A causa di quest’attività per oltre 1 milione e mezzo di famiglie che non saranno mai raggiunte dal digitale terrestre sarà impossibile accedere ai contenuti del servizio pubblico RAI attraverso il canale satellitare". Inoltre il pagamento del canone diventa insufficiente ad accedere ai programmi.

"Gli utenti – denuncia l’associazione – dovranno mettere mano al portafogli, dovendo acquistare il nuovo decoder satellitare Tivùsat, anche se già in possesso di un decoder satellitare generalista o Sky, pagando un canone di 6 euro per l’utilizzo del software di gestione della smartcard per accedere alla programmazione Tivùsat, e richiedere l’assistenza di un antennista, dovendo adeguare gli impianti satellitari domestici alla coesistenza dei due decoder". Da qui la richiesta di inibire gli oscuramenti.

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