TLC. Parlamento europeo approva direttiva “Tv senza frontiere”

Approvato oggi dal Parlamento europeo il testo comune per la futura direttiva sui servizi dei media audiovisivi. Le nuove norme derivano dalla negoziazione tra Parlamento e Consiglio, che hanno accolto le richieste dell’eurodeputata tedesca, Ruth Hieronymi (PPE-DE), attualizzando "Tv senza frontiere". Il Parlamento chiede l’applicazione della nuova direttiva entro massimo due anni. La vecchia direttiva "Tv senza frontiere" del 1997, seguiva un’azione intrapresa dalla Commissione europea nel 1989, con l’obiettivo di creare un mercato uniforme dei servizi televisivi, promuovendo l’industria europea. Le modifiche alla direttiva riguardano soprattutto le regole per i break pubblicitari in tv, l’adozione del "product placement" che prevede l’inserimento di prodotti pubblicitari nel corso di un film o trasmissione tv.

La pubblicità, anche se rappresenta una delle fonti principali di finanziamento sia per le tv private (90%) che per quelle pubbliche (29%), viene limitata da un tetto massimo di affollamento orario del 20%, cioè non più di 12 minuti di spot all’ora. Per telegiornali, film, film-tv e programmi per bambini, l’intervallo tra un’interruzione pubblicitaria e l’altra sarà minimo di 30 minuti. E anche la qualità degli spot dovrà essere rivista; le aziende televisive dovranno seguire un codice di condotta e sarà vietato sfruttare la "credulità infantile" e recare offese in termini di discriminazione; il volume del suono degli spot non dovrà superare quello del resto della trasmissione e i programmi sponsorizzati dovranno essere chiaramente identificabili.

Riguardo alle "finestre di televendita", le nuove disposizioni impongono che queste siano chiaramente identificate come tali con l’ausilio di mezzi ottici e acustici. Devono inoltre avere una durata minima ininterrotta di 15 minuti. E’ peraltro soppressa l’attuale norma che fissa a otto il numero massimo di finestre di programmazione giornaliere, per una durata complessiva non superiore a tre ore al giorno.

Le interruzioni pubblicitarie non devono poi incoraggiare comportamenti pregiudizievoli per la salute o la sicurezza, né incoraggiare comportamenti gravemente pregiudizievoli per la protezione dell’ambiente. E’ inoltre vietata qualsiasi forma di comunicazione commerciale audiovisiva per le sigarette e gli altri prodotti a base di tabacco, mentre per le bevande alcoliche non deve rivolgersi specificatamente ai minori né incoraggiare «il consumo smodato di tali bevande». Sono anche vietate le comunicazioni commerciali audiovisive dei medicinali e delle cure mediche che si possono ottenere esclusivamente su prescrizione medica.

Per il "product placement" vengono fissati dei paletti: divieto completo per i notiziari, per i programmi di attualità, per quelli per bambini e per i documentari. Gli Stati membri potranno autorizzare l’inserimento di prodotti pubblicitari nelle opere cinematografiche, film, serie televisive e trasmissioni sportive, avvertendo comunque lo spettatore. Ogni Paese dovrà garantire la libertà di ricezione e non ostacolare la ritrasmissione sul proprio territorio di servizi di media audiovisivi provenienti da altri Stati membri. Si potrà bloccare, ma solo a titolo provvisorio, una trasmissione che viola «in maniera evidente, grave e seria» il divieto di contenere programmi che possano «nuocere gravemente allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minorenni, in particolare programmi che contengano scene pornografiche o di violenza gratuita».

"Con questo voto, possiamo rimuovere lo svantaggio competitivodelle produzioni europee rispetto a quelle americane", ha affermato la relatrice Hieronymi. "Contemporaneamente, favoriamo più trasparenza e diamo più informazioni al telespettatore che, generalmente, non è al corrente della pratica del "product placement" ha aggiunto la deputata.

a cura di Antonella Giordano

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