TLC. Parlamento europeo critico sul pacchetto telecomunicazioni della Commissione UE

Dopo che, a novembre 2007, la Commissione europea ha approvato il pacchetto di riforme del settore delle telecomunicazioni, l’Europarlamento ne discute in Plenaria. Durante la seduta di ieri gli eurodeputati si sono chiesti se sia necessaria una nuova Autorità per il mercato delle comunicazioni elettroniche e hanno sollevato la preoccupazione di un aumento di potere da parte della Commissione europea. Altri deputati si sono interrogati sui costi e i benefici della separazione funzionale, che separa l’infrastruttura di trasmissione.

"L’industria delle telecomunicazioni – ha dichiarato l’eurodeputata tedesca Angelica Niebler, membro della Commissione all’industria – è in generale soddisfatta dell’attuale situazione legale. Sono necessari soltanto alcuni aggiustamenti, poiché nell’intero il mercato si è sviluppato abbastanza bene".

Ma l’interrogativo posto dal deputato spagnolo, Pilar del Castello, che ha redatto il rapporto dell’Europarlamento sulla proposta della Commissione europea di una nuova Autorità, è il seguente: "Chi garantirà l’indipendenza della nuova agenzia?" E ancora ci si chiede come la Commissione intenda affrontare il possibile conflitto di competenze tra i regolatori nazionali e la nuova agenzia.

Diffusa tra gli eurodeputati è la percezione che questo nuovo pacchetto sulle telecomunicazioni vada ad incrementare il potere della Commissione europea, mettendo in crisi "l’equilibrio con gli Stati membri".

"Alcune decisioni vanno prese a livello europeo – ha spiegato Fabio Colasanti, direttore generale per la società dell’informazione e dei media la Commissione europea. "L’autorità farà una serie di cose, ad esempio, in termini di assistenza tecnologica, di cooperazione con i Paesi del terzo mondo e di informazione sull’uso delle frequenze".

La deputata italiana, Patrizia Toia, ha espresso dubbi sulla nuova legislazione che, a suo avviso, potrebbe ostacolare la competizione invece che incoraggiarla. Infine ai dubbi sui costi e benefici della separazione funzionale, Colasanti ha risposto: "La separazione funzionale cercherà di raggiungere un’ uguaglianza di accesso. Questa possibilità è già prevista dall’attuale normativa", la commissione europea vuole "ristabilire un’uguaglianza di opportunità".

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