TLC. Passaggio ad altro operatore, MDC presenta ad Autorità parere su nuovo Regolamento

Il prossimo Regolamento sulle procedure di migrazione dei clienti in unbundling (scegliere un gestore di telefonia fissa alternativo, interrompendo il rapporto contrattuale con Telecom Italia) deve prevedere pene severe per quegli operatori che pongano in essere servizi non richiesti.

Questo il parere che il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) ha formalizzato all’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni nell’ambito della consultazione pubblica "Modalità di attivazione passaggio e cessazione nei servizi intermedi di accesso offerti da Telecom Italia" (vedi Del n. 483/06/CONS).

La migrazione dei clienti da un operatore all’altro rappresenta uno dei settori in cui si stanno registrando notevoli criticità ai danni dei consumatori. Il passaggio ad altra compagnia diventa in molti casi l’inizio di una vera e propria odissea per l’utente. Il servizio telefonico viene, infatti, disattivato per giorni se non settimane dalla donating, mentre del tutto incerti restano i tempi di attivazione delle prestazioni da parte del operatore recipient.

"Questo stato di cose è gravemente lesivo dei diritti dei consumatori e della stessa concorrenza – ha sottolineato l’Avv. Francesco Luongo, responsabile del Dipartimento TLC del Movimento Difesa del Cittadino – La proposta di regolamento dell’Autorità viene vista positivamente dall’associazione di consumatori quanto alla certezza delle procedure, basate finalmente sul consenso o sul recesso scritto dell’utente".

Per Luongo sembra che, finalmente, l’Autorità abbia deciso di porre un freno alla deregulation selvaggia attualmente esistente in Italia nelle Tlc: "Una vera e propria giungla in cui è possibile concludere contratti e vedersi addebitare migliaia di euro in bolletta senza che sia stata messa neppure una firma".

Il Movimento critica il Regolamento nella parte in cui non prevede sanzioni severe e indennizzi automatici a carico degli operatori che attivino servizi senza la richiesta dell’utente. Inoltre, l’associazione ritiene che per debellare la piaga delle bollette pazze l’autorità debba rendere pubblici i dati delle denunce pervenute da utenti e associazioni dei consumatori al fine di creare una vera e propria black list degli operatori al fine di dissuaderli da porre in essere pratiche di mercato disoneste.

Delibera n. 483/06/CONS dell’Autorità: http://www.agcom.it/provv/d_483_06_CONS/d_483_06_CONS.htm

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